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lunedì 14 gennaio 2008

1979-1980



Bettega capocannoniere con 16 goals, scudetto all'Inter (il numero 12), il dramma di Paparelli, lo scandalo del calcioscommesse. Continua questo mio personale viaggio nel passato del campionato italiano attraverso la collezione di dvd "Campionato io ti amo". Più si va avanti e più sono nitidi i ricordi nella mia memoria. Certe immagini ricordo anche i momenti esatti nei quali le ho viste per la prima volta. Anche se, a onor del vero, solo dal campionato successivo (1980/1981) i ricordi appaiono meno sfuocati. La nostra Juve giocava con il classico Zoff, Gentile, Cabrini, .... Scirea e Cuccureddu completavano il reparto arretrato. Centrocampo con potenza e fantasia (Furino, Tardelli, Tavola e Causio), Marocchino in appoggio all'unica punta: Bettega. Che poi punta vera non era mai stata: alla soglia dei 30 anni (all'epoca un giocatore di quell'età era considerato vecchio) Trapattoni provò a spostare il suo raggio di azione nel fronte d'attacco, avanzandolo di qualche metro rispetto alla posizione occupata per una carrera intera. Fece, 12 anni prima, quello che poi provò - al contrario - con Vialli, al quale chiese di arretrare di una decina di metri in campo per far spazio agli altri attaccanti di cui disponeva la Juve della stagione 1992-1993. Il risultato di questa nuova posizione per Bobby-goal furono la vittoria nella classifica marcatori, con un totale di 16 goals, uno più bello dell'altro. Li ho potuti ammirare tutti, tranne uno - mi pare contro l'Avellino - del quale se ne fa menzione ma non ricordo di averlo visto nella carrellata di reti mostrate. Un attaccante meraviglioso. Uno juventino vero, che manca tanto alla Juve di oggi. Fatta di gente che - come direbbe Boniperti - non è neanche in grado di battere un calcio d'angolo.
Fanno specie le interviste a Fraizzoli (il presidente dell'Inter all'epoca) nelle quali, oltre a felicitarsi per il risultato conseguito, non si faceva problemi nell'affermare che in Lega Calcio non poteva sedersi - quale presidente - alcun rappresentante delle società di calcio. Sarebbe stato scorretto e inelegante. Certo, lui non aveva ancora conosciuto Berlusconi e Galliani... Si parla tanto di giocatori che hanno segnato quell'annata calcistica: da Beccalossi (uno degli artefici dello scudetto interista), a Graziani (splendido goleador granata e calciatore dall'immenso spirito di sacrificio), a Paolo Rossi e Bruno Giordano. Due giocatori questi ultimi che, dall'anno precedente all'epoca della quale si parla, hanno vissuto momenti incredibilmente diversi: dalle stelle alle stalle. Paolo Rossi aveva portato il Perugia - l'anno precdente - ad un incredibile 2° posto, mentre Giordano si era laureato capocannoniere. L'anno successivo erano stati invece entrambi condannati per lo scandalo del calcioscommesse. Massimo Cruciani e Alvaro Trinca (due illustri sconosciuti, uno un proprietario di un ristorante romano frequentato da giocatori della Lazio e l'altro il suo fornitore di frutta all'ingrosso) denunciano una truffa da loro subìta smascherando un giro di partite truccate pazzesco. Alla fine della vicenda alcune squadre vennero penalizzate, diversi giocatori squalificati, Milan e Lazio retrocedettero in serie B.
Annata tragica anche - e soprattutto - per la morte del tifoso Paparelli. Da un blog ho tratto le parole che descrivono il dramma vissuto quel lontano 28 ottobre 1979: "Fu ucciso allo stadio Olimpico da un razzo a paracadute di tipo nautico sparato da un tifoso ultrà della Roma. Quando è stato colpito stavo mangiando un panino. Sua moglie Wanda cercò di estrargli quel tubo di ferro dall'occhio sinistro, ma siccome il razzo bruciava ancora, finì per ustionarsi una mano. Il medico che gli prestò i primi soccorsi, dichiarò che nemmeno in guerra aveva visto una lesione così grave". I primi sintomi che l'Italia stava cambiando. In peggio.





martedì 1 gennaio 2008

1978-1979


Ho provato. Mi sono detto: vediamo, è gratis. Mal che vada lo metto nel dimenticatoio e considero questa collezione come una delle tante proposte in passato da molte testate giornalistiche o da qualche casa editrice. Alcune delle quali molto belle (il livello a mio modesto parere si è alzato notevolmente negli ultimi tempi). Il fatto, molto semplice, è che non si riesce a stare dietro a tutto: ti propongono raccolte a tutto spiano, peraltro a prezzi non sempre modici. Dovresti poi avere una casa con ripiani a go-go dove sistemare il tutto. E persone accondiscendenti che accettano che le tue passioni vengano sparse per l'abitazione...
No, devi scegliere. Anzi, provare per scegliere. E da stamane, 1° giorno dell'anno, ho deciso di fare questa collezione. Ho potuto vedere solo il 1° dvd, dato che l'almanacco Panini da allegare insieme al disco non hanno potuto fascicolarlo in tempo per la consegna in tutta Italia, a causa dello sciopero degli autotrasportatori nei giorni dal 10 al 12 dicembre 2007. Di quello che - da stamattina - è da considerarsi come l'anno passato.
Ho provato un misto di nostalgia e piacere nel rivedere e ad ammirare alcuni campioni e personaggi di un calcio che non c'è più. O che, forse, non viene raccontato più nello stesso modo. Perchè le polemiche c'erano anche allora, i sospetti pure, la violenza anche. Ma era un'altra Italia, c'erano altri giornalisti.
Ottima la costruzione dell'opera, con il film del campionato diviso in 5 sezioni (una unica se si lascia scorrere il dvd dall'inizio alla fina) e tre extra.
Nel campionato preso in esame (quello del 1978-79) si è parlato naturalmente del Milan campione d'Italia, quello che ha consegnato alla squadra milanese la stella. Quello dell'addio di Rivera e dell'inizio di Franco Baresi. Quello dell'arrivo di Beccalossi (per gli interisti) e della consacrazione definitiva del capocannoniere Bruno Giordano. Un piacere ammirare uno ad uno tutti i 19 goals che lo hanno consacrato re dei marcatori. Che giocatore!
Curioso vedere poi le interviste nei dopo-partita di un Galeazzi con una 60a di chili in meno rispetto all'attuale. E poi Tonino Carino, Luigi Necco, Gianni Vasino. E Paolo Valenti.
Con i racconti di alcune giornate del campionato (quelle principali) tratte dalle voci più autorevoli di "Tutto il calcio minuto per minuto".
Ho potuto rivedere i goals di Palanca, uno dei giocatori che più ammiravo quando ero piccolo. Che personaggio!!! Segnava addirittura dalla bandierina del calcio d'angolo. Un goal era considerato fortuna. Ma 5 o 6 iniziavano a essere troppi per considerarla tale..
Uno degli speciali è stato dedicato a Tardelli. Non l'ex-giocatore che continua ad esprimere commenti negativi sulla gestione attuale della Juventus e su alcuni dei suoi ex-compagni di avventura (Bettega su tutti), ma quel centrocampista formidabile ("Schizzo" era il suo soprannome) considerato il più olandese degli italiani. Complimento lusinghiero per i tempi, visto che si era appena conclusa l'epopea del calcio totale dell'Ajax e dell'Olanda degli anni settanta.
I primi goal in bianco e nero, le immagini che si sovrapponevano, i collegamenti al satellite Sirio per far arrivare prima in studio le azioni salienti da far veder ai telespettatori...
Mi è piaciuto.
Nonostante quello che rappresenta per me e per milioni di tifosi juventini la "Gazzetta dello sport" in questo particolare momento storico del calcio, quando un'opera è stata costruita bene è doveroso ammetterlo.
La cosa più bella poi, è che - almeno in questo primo dvd - tutto è stato raccontato nella massima imparzialità. E' questa è una piacevole novità.




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