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sabato 4 ottobre 2008

Se questo è un uomo...



NAPOLI, 3 ottobre - L'ex dg della Juve, Luciano Moggi e altri 23 imputati dell'inchiesta Calciopoli, sono stati rinviati a giudizio. Lo ha deciso il gup Eduardo De Gregorio che ha accolto le richieste dei pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. Il processo comincerà il 20 gennaio 2009 davanti alla nona sezione del Tribunale, collegio A. Il giudice ha prosciolto l'ex presidente della Figc, Franco Carraro, e l'ex segretario della Figc, Francesco Ghirelli.
(Corriere dello sport.it)

Se mi metto a scrivere cosa penso di Carraro, quelli di Google mi chiudono il blog.
Mi limito al titolo di questo post, prendendo spunto da un bellissimo libro di Primo Levi.
Tra poco inizierà il processo.
Non ne parlo volentieri. Per tre motivi:
- per quanto ho (già) sofferto a causa di Calciopoli;
- perchè tanto i due scudetti persi e la serie B affrontata due anni fa non ce li restituirà nessuno;
- perchè non ho una gran fiducia sugli esiti di questo processo.
La Juventus ormai si è tirata fuori da tutto e da tutti.
Mi piace parlare solo di calcio giocato, ma, giocoforza, parlerò - quando gli argomenti di sicuro non mi mancheranno - a processo in corso.
Oggi, sulla Gazzetta dello Sport, a pagina 17, compare un'analisi di Ruggiero Palombo: "E che ora il verdetto sia rapido".
Perchè? Per un senso di giustizia?
No...
PERCHE' HA PAURA.
Perchè sa benissimo che Moggi (e gli altri imputati) hanno subìto un processo sportivo simile a una farsa.
Non posso sapere come andrà a finire quello che partirà il 20 gennaio p.v., ma sono convinto che le difese non se ne staranno ferme a farsi prendere (di nuovo) a pesci in faccia.
Tanto per iniziare (come ho già scritto in passato): perchè non compare neanche una telefonata (tra le migliaia intercettate) tra Moggi e Galliani?
Ma non comandavano loro il calcio italiano?
Si scrivevano le mail?
Una goccia in un oceano. Di domande.
Tanti "buchi", tanti vuoti.
Vedremo...
Moggi è caduto.
Ma se qualcuno pensa che non trascinerà nessuno con lui, si sbaglia di grosso...

martedì 30 settembre 2008

Questa te la potevi risparmiare...



Mourinho rivela: 'Guadagno 14 milioni'
Alla vigilia della gara contro il Werder Brema, un Mourinho sempre in forte vena polemica non ha voluto in alcun modo parlare del derby perso domenica sera, ma solo dell'impegno di Champions che attende l'Inter domani contro il Werder Brema a San Siro. Da gustare un siparietto in conferenza stampa tra il tecnico portoghese e un giornalista, da Mourinho sfidato ironicamente a scrivere la formazione prima di una partita, e non a criticarla dopo. "Lo faccio se mi dà parte dei suoi nove milioni di ingaggio..." ha replicato il cronista, subito rettificato da Mourinho: "Non sono nove, ma 11, e con gli sponsor arrivo a 14 milioni".
(Calciomercato.com)


Senza finti moralismi: grazie da parte di tutti quelli che muoiono di fame; da parte di tutti quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese; da parte di tutti quelli che - in questo momento - stanno perdendo lavoro e soldi dopo il crollo delle borse americane.
Potrei andare avanti per ore.

Grazie.

domenica 28 settembre 2008

Forse sta per iniziare un "nuovo" campionato...




A San Siro stasera si è ballato il Samba: non quello di Maicon e Mancini, ma quello di Ronaldinho e Kakà.

Nonostante 3 pareggi in cinque partite (e avendo giocato ieri pomeriggio), siamo riusciti a "rosicchiare" 1 punticino all'Inter.

Che comunque non è la prima in classifica: in questo momento quel posto è occupato (con pieno merito) dalla splendida Lazio di Zarate e Pandev. E non solo loro...

Dietro la squadra capitolina ci sono il Napoli (prendere Hamsik quand'era al Brescia no, eh? Lo vedevamo tutti che quello era un fenomeno...), l'Udinese (che noi abbiamo battuto all'Olimpico), il Catania (non era un caso, come dicevo, che comunque faccia sempre risultati positivi) e l'Inter.

Il Milan, che tutti - io per primo - criticavamo, adesso è a pari punti con noi.

Anche in una serata dove comunque ha destato un'ottima impressione, continuo a sostenere che - alla lunga, a mio modo di vedere - cederà il passo a una (se non due) squadre.

Quando torneranno Pirlo, Inzaghi e Borriello, vedremo come se la caverà Ancelotti. Questa squadra - al di là di quello che sostiene Galliani - a me non sembra l'abbia costruita lui.

Comunque c'è da ammettere che ogni volta che sente "puzza di esonero", Ancelotti riesce a tirare fuori risultati incredibili. Chapeau.

Sotto di noi Roma, Fiorentina e altre belle realtà del calcio italiano (Genoa e Sampdoria su tutte).

E' un bel campionato.

A vincerlo ci sarà ancora più gusto.

Spero la pensi così anche Ranieri.

domenica 7 settembre 2008

L'avevo detto...




ROMA, 7 settembre - L'ultimo posto in classifica è costato caro a Zdenek Zeman. Dopo tre turni di campionato, infatti, il boemo è stato esonerato dalla Stella Rossa di Belgrado. Secondo quanto riportano i giornalisti serbi, l'ex tecnico di Foggia, Lazio e Roma è stato licenziato dopo una riunione di emergenza tenuta nella tarda serata di ieri dai vertici del club. La Stella Rossa è ad otto punti di distanza dagli storici rivali del Partizan di Belgrado che ora comandano la classifica a punteggio pieno.
(Corriere dello Sport.it)


L'avevo scritto (leggi qui): sarebbe durato meno dei 7 mesi dell'allenatore che lo precedette (Aleksandar Jankovic).

Zeman ha fatto la propria fortuna "vendendo" un'immagine di sè ad un popolo di ciechi (gli appassionati di calcio italiani anti-juventini): un Robin Hood del calcio che lottava contro mafiosi potenti che volevano distruggere questo sport e i suoi praticanti.

Il delicato tema del doping (che sta a cuore a tutti, ai calciatori in primis, visto che la salute è la loro) è stato un tema "sfruttato" dall'allenatore boemo per nascondere la lista spaventosa degli esoneri che aveva accumulato nel corso degli anni. Nessun presidente lo avrebbe mai contattato se non fosse stato un "personaggio".

Ha mostrato un'idea di calcio impossibile da realizzare, nella quale tutti si divertivano (gli avversari per primi).

Tutti ad andargli dietro, a dire che la colpa di tutto il male era del "Palazzo". Nessuno che aprisse gli occhi per vedere che - anche all'estero - i risultati in ambito sportivo erano gli stessi.
Detesto l'ipocrisia, ma mi mostro sempre tranquillo e sereno di fronte a lei: le cose, prima o poi, escono sempre fuori.

Il problema di Zeman è che, ora che non c'è più Moggi, non saprà cosa inventarsi.

Di fronte a drammi simili a quello che ha colpito Borgonovo (e dei quali tutti ora ne siamo informati), è giusto che se ne occupino persone come Massimo Mauro e Gianluca Vialli: con la loro fondazione, con il loro interesse vero.

E, soprattutto, con la sincerità di chi è veramente preoccupato per la salute degli atleti.

Nessun titolo sportivo o aumento d'ingaggio possono giustificare un danno alla propria salute.


Fondazione Vialli e Mauro

lunedì 1 settembre 2008

Il calcio è bello anche per questo...



Ultimi minuti per le trattative della sessione estiva del calciomercato (chiusura prevista per le ore 19.00). Ecco cosa è accaduto al Genoa durante le fasi finali dell'acquisto del forte attaccante argentino:

18.57: i dirigenti del Genoa stanno depositando il contratto di Diego Milito, la società rossoblù sta arrivando al fotofinish. Addirittura un dirigente del Genoa, pur di fare in tempo, avrebbe "lanciato" il foglio con il contratto dalla porta.

19.26: Minuti decisivi per il futuro di Diego Milito al Genoa. La trattativa ha avuto una svolta proprio al fotofinish, con l'agente fifa Federico Pastorello che ha letteralmente lanciato il fax del Real Saragozza al di là della porta della Lega ormai chiusa da qualche minuto. Le ultime indiscrezioni parlano di una trattativa destinata a fallire, ma i colpi di scena sembrano non abbandonare questa giornata di chiusura del calciomercato.

19.32: UFFICIALE: Accettato il contratto, Milito è del Genoa.
Giallo risolto, Diego Milito è un giocatore del Genoa. Pare infatti che il fax lanciato da Federico Pastorello all'interno del box della Lega Calcio fosse solo un'integrazione di un accordo invece già trovato pochi minuti prima. Colpi di scena infiniti, ma il lieto fine è arrivato, per la gioia dei tifosi rossoblu.

Una volta questi "numeri" li facevano anche Boniperti, Moggi e altri grandi direttori sportivi.

Noi ora abbiamo un Presidente che si fa chiudere in bagno da un calciatore che non riusciamo a mandare via neanche a sparargli.

Bah...

sabato 9 agosto 2008

venerdì 1 agosto 2008

E ora quest'uomo prende pure in giro Moggi...


La Sampdoria ha chiuso in rosso il bilancio al 31 dicembre 2007. La società genovese controllata dalla Sampdoria Holding, a sua volta posseduta dalla San Quirico (controllante della Erg della famiglia Garrone), ha conseguito un "rosso" di 3,3 milioni (utile di 115mila nel 2006). Stando alla relazione sulla gestione della Holding, essa "ha erogato versamenti in conto capitale e copertura perdite alla Uc Sampdoria per euro 3,370mila e pagamenti per quote debito per euro 2,0 milioni". Nel bilancio 2007 della Sampdoria Holding (risultato in perdita per 8,3 milioni), si nota il mutuo contratto per l'acquisto dei locali uso ufficio di Corte Lambruschini a Genova. Essi furono acquistati nel luglio 2003, assieme a un'area edificabile per complessivi 1,68 milioni, e forniscono un reddito alla società: sono stati concessi in locazione alla controllata Uc Sampdoria che paga una somma di 100mila euro annui.Sull'immobile è stato contratto un mutuo fondiario ventennale di 1,3 milioni, pari al suo valore, con il Banco di San Giorgio (posseduto al 91% da Ubi Banca) ed è stato sottoposto a garanzia ipotecaria. La Sampdoria Holding ha anche ottenuto dall'istituto genovese una linea di credito di 5 milioni: nello scorso gennaio ha avuto dalla Popolare di Sondrio un finanziamento sino a 5 milioni con scadenza al luglio 2012 con rimborso a quote costanti. Ma le visure della Camera di Commercio riportano che tra Sampdoria Holding, Uc Sampdoria e Banco di San Giorgio esiste un legame. Esso è rappresentato da Riccardo Garrone, che è contemporaneamente presidente delle due aziende e del Banco. Secondo la visura storica della banca genovese, risulta iscritta la sua nomina a presidente e membro del comitato esecutivo dal 7 giugno 2000: incarico che gli è stato rinnovato nel 2003, nel 2006 e che ricopre tuttora. Stando sempre alla visura del Banco, Garrone può "concedere fidi a clientela ordinaria, per cassa o di firma, senza garanzie reali fino ad euro 5.000.000, concedere affidamenti, assistiti da garanzia di istituzioni creditizie o da pegno su titoli di stato e/o stanziabili, senza limiti di importo".La visura specifica che il presidente può "concedere fidi a clientela ordinaria di natura ipotecaria, della durata massima di 30 anni, assistiti da ipoteca di primo grado, fino a euro 5.000.000". Inoltre, egli ha "per i fidi di propria competenza ogni potere relativo ad iscrizioni, trascrizioni e cancellazioni di privilegi ed a qualunque altra formalità presso la conservatoria dei registri immobiliari". Tra la controllata e la controllante blucerchiata c'è anche un altro rapporto: il lease back sui marchi della squadra che dura fino al luglio 2011.Questi sono stati ceduti nel 2005 alla Selma Bipiemme (gruppo Mediobanca), con diritto di sfruttamento da parte della Holding: l'operazione ha generato una plusvalenza di 6,5 milioni. Nel novembre 2007 è stato ridefinito il canone periodico in 758mila euro: il valore di riscatto dei marchi del Doria è stato incrementato da 250mila a 4,3 milioni oltre Iva. La nota integrativa del bilancio della Holding specifica che le rate 2007 del lease back sono state pagate con il realizzo di 95mila euro delle quote dei fondi Bpm Visconteo e Bpm Monetario. Sui compensi degli amministratori di Sampdoria Holding con "particolari incarichi operativi", la nota integrativa riporta che sono stati "attribuiti e corrisposti per complessivi euro 194.346". Tra essi dovrebbe essere compresa anche la cifra erogata all'amministratore delegato Giuseppe Marotta (dal 30 gennaio semplice consigliere), che per l'analogo incarico nell'Uc Sampdoria ha percepito 458mila euro.


Paolo Mantovani era un'altra cosa...
Mi sorge spontanea una domanda:
"Palazzi ci sei? Sei connesso?"
Sarà già in ferie, poverino.
E' stanco...
Con tutto il lavoro che fa...

lunedì 21 luglio 2008

Siamo in attesa...




Siamo in attesa...
Il calciomercato vive un momento di calma apparente: i primi fuochi d'artificio sono stati sparati (Amauri, Amantino Mancini e - soprattutto - Ronaldinho), ora si attendono ulteriori novità.
Stanno per iniziare i primi test amichevoli più impegnativi, il calendario di serie A sta per essere stilato, i preliminari di Champions League, tra poco meno di un mese, finalmente partiranno.
Erano due anni che aspettavo questo momento.
La Juventus, così com'è stata costruita sino ad ora, mi piace.
Ci sono due correnti di pensiero: quelli che vogliono sognare e quelli che vogliono vincere.
I primi festeggiano ad agosto, gli altri a maggio.
Io faccio parte dei secondi.
Avrei avuto piacere (e ancora adesso l'avrei, a dire il vero...) nel vedere un bel "botto" di calciomercato della Juventus, come ai tempi degli acquisti di Roberto Baggio o Vialli, per intenderci.
Ma in quegli anni, solo con quei campioni, non si è vinto nulla.
A chi gli parlava di Van Basten, Boniperti rispondeva: "Beh? Io ho Del Piero...".
"Un pazzo!"... Dicevano...
Solo con l'inserimento (e la sua futura esplosione) di Alex e la creazione di una corazzata dietro i grandi giocatori già presenti, la Juventus aprì un ciclo.
Il Milan giustamente festeggia l'arrivo di Ronaldinho: farei i salti di gioia anch'io al loro posto.
Ma noi abbiamo Giovinco.
Solo perchè è italiano non riempiamo l'Olimpico a festeggiarlo prima della sua partenza per le Olimpiadi cinesi.
Ma i tifosi che già si sono innamorati di lui sanno a cosa mi riferisco.
L'Inter al momento rimane, a mio modo di vedere, la favorita per il prossimo campionato. Subito dietro Roma e Juventus.
Un gradino sotto Milan e Fiorentina.
Fondamentale risulterà - come sempre - la distribuzione delle forze nelle due massime competizioni: in questo senso il Milan è avvantaggiato.
La coppa U.E.F.A. non ti prosciuga le energie (soprattutto mentali) come capita a chi gioca in Champions League.
Per me, però, è una squadra costruita male. Si è rinforzata, questo è fuori dubbio. Ma senza l'equilibrio in campo, alla lunga, non ottieni il risultato sperato.
A prima vista mi sembra - come, d'altronde, è sua consuetudine - una squadra costruita più per le competizioni europee che non per il campionato.
Dove andare a vincere a Verona contro il Chievo è dura...
La Juventus deve decidersi su un punto fondamentale: se "partecipare" soltanto, oppure se "partecipare per vincere".
Io - anche qui - opterei per la seconda.
Con un difensore centrale in più (Campagnaro andrebbe benissimo, Zapata è la mia personale prima scelta da tempo) e un centrocampista di livello (qui i nomi sono tanti, andrebbero quasi tutti bene) la squadra tornerebbe ad essere una corazzata. Già da quest'anno.
Da forte diventerebbe fortissima.
A chi critica per principio mi piace ricordare che - al momento attuale - abbiamo la rosa con il miglior attacco possibile (Del Piero, Trezeguet, Amauri, Iaquinta e Giovinco) e i migliori secondo e terzo portiere in circolazione (a Chimenti dovrebbe aggiungersi Manninger).
Un ultimo pensiero per la mia amata Inter: mentre i tifosi della Juventus cercano di impedire in tutti i modi l'arrivo di Stankovic (a causa delle sue frasi infelici pronunciate in passato contro la società bianconera), quelli nerazzurri non muovono un dito se Moratti gli compra Amantino Mancini.
Quello delle accuse sugli "aiutini"...
Che, tradotto, vuol dire: gli arbitri vi hanno dato una mano, altrimenti...

venerdì 27 giugno 2008

Calcio, Thuram potrebbe smettere



Lilian Thuram potrebbe dire addio al calcio. Il difensore della nazionale francese, infatti, ha una malformazione cardiaca che gli ha impedito di firmare il contratto con la sua nuova squadra, il il Paris Saint-Germain. I medici ora continueranno le loro analisi e se la prima diagnosi verrà confermata Thuram, 142 presenze in nazionale e un passato in grendi club come Juventus e Barcellona, dovrà appendere gli scarpini al chiodo. "Sembra si tratti della stessa malattia che ha avuto mio fratello qualche anno fa e che gli è costata la vita sul campo di pallacanestro", ha spiegato il calciatore.


Mi spiace tantissimo.

Pazienza per la carriera di calciatore. Quella è stata grandissima.

La vita è il dono più bello che abbiamo. Mi auguro che possa continuare il suo cammino senza gravi problemi.

martedì 17 giugno 2008

Zeman riparte da Belgrado


BELGRADO (Serbia), 17 giugno 2008 - Zdenek Zeman è il nuovo allenatore della Stella Rossa. L'accordo tra l'ex tecnico di Roma e Lazio e il club serbo è stato annunciato dal sito ufficiale sulla base di un contratto biennale. Quello del boemo, presentato oggi alla stampa, è stato il nome su cui la Stella Rossa si è concentrata dopo i rifiuti di Walter Novellino e Mario Beretta.
Zeman, sessantuno anni compiuti lo scorso 12 maggio, è senza panchina dal dicembre del 2006, quando si è interrotto il rapporto che lo legava al Lecce. Fuori dall'Italia il tecnico nato a Praga ha già vissuto una non indimenticabile esperienza in Turchia, al Fenerbahçe, nella stagione 1999-2000. Alla Stella Rossa sostituirà Aleksandar Jankovic, in carica da soli sette mesi.
Tranquilli.... Lui durerà anche meno...

domenica 1 giugno 2008

Ultime di calciomercato

Proseguono le trattative di mercato. Qualcuna di queste è ormai conclusa e ha fatto scattare gli annunci ufficiali da parte delle società interessate: Amauri alla Juventus, Gilardino alla Fiorentina, Zambrotta al Milan (buon divertimento, caro Gianluca, in coppa U.E.F.A.... Noi, neo-promossi, almeno ci proveremo, in Champions... ).

Le ultime voci danno la Juventus d'accordo con i procuratori di Xabi Alonso per un suo possibile ingaggio, resta ancora da definire il prezzo con il Liverpool. Vedremo a che gioco giocherà la società inglese...

E' notizia di oggi il possibile "ritocco" dell'ingaggio di Ibrahimovic da parte di Massimo Moratti: 12 milioni di euro netti all'anno!!!

Tant'è.... Non ce la faccio a non parlarne... Chiedo a tutti i miei amici juventini che - come me - siano in grado di palleggiare indifferentemente per 10 volte consecutive sia con il piede destro che con quello sinistro, che siano in grado di distinguere un guardalinee da un arbitro e che siano in grado di riconoscere in uno stadio il settore ospiti da quello dei tifosi di casa, di chiedere un provino all'Inter. Via mail, via raccomandata A/R oppure di persona. Non importa. Mal che vada... 100 o 200.000 euro a casa ce li portiamo comunque. Se il passivo dell'Inter sino a qualche mese fa era di 209 milioni di euro, con l'intelligente operazione di mercato Mancini-Mourinho e che con quelle che si stanno per verificare, non oso pensare a quanto ammonterà quella cifra alla fine della prossima stagione sportiva...

L'unico metodo per sistemare il bilancio (visto che il marchio ormai se lo sono "fumati"...) rimane - sulla falsariga di quanto fece Totò (che riuscì a vendere la fontana di Trevi) - quello di provare a vendere la Madonnina del Duomo di Milano ai cinesi per 600 milioni di euro.

Ammesso che Palazzi se ne accorga...

Palazzi ci sei? Sei connesso?

giovedì 29 maggio 2008

29 maggio 1985


Per non dimenticare.

Nella speranza che il calcio, un domani, diventi sinonimo di gioia.



lunedì 19 maggio 2008

Inter campione d'Italia

Gli scudetti si vincono sul campo.
L’Inter ha appena vinto lo scudetto del campionato 2007-08, mi preme - da subito – fare i complimenti per il risultato appena conseguito alla società nerazzurra.
In contrordine rispetto allo sterminato popolo di juventini mi inchino di fronte al risultato che – sul campo – ha dimostrato chi era – quest’anno – la squadra più forte. Il campo non mente mai. Come i tifosi interisti incassano le mie congratulazioni, allo stesso tempo non devono mettere in dubbio quanto accaduto durante le stagioni del 5 maggio e/o quella del 1998. E di tutte le altre annate dove l’Inter non ha ottenuto risultati.
Beh… E’ normale… Il discorso è chiaro: tifosi di tutte le squadre… Mettiamoci d’accordo… Perché non si può tifare per la Juve e mettere in dubbio quanto ottenuto dall’Inter in questa stagione, così come – viceversa – non ci si può attaccare a qualche intercettazione telefonica e ad un processo sportivo comico per giustificare anni di evidenti errori tecnici sul mercato (nonostante lo sperpero di cifre folli sul mercato) e gestionali che poi si sono riversati sul campo. Con i risultati che già conosciamo.
In questo finale di campionato – come ho già ampiamente dimostrato inserendo nel mio blog un gufo vestito con la maglia bianconera – ho finito per tifare Roma. Non tanto per simpatia (era una bella guerra, in verità…) quanto perché personalmente la ritenevo più meritevole di vincere questo scudetto. A mio modesto parere questo campionato è stato pesantemente condizionato da errori arbitrali che hanno finito con avvantaggiare una squadra che – indubbiamente – non aveva necessità di questi aiuti.
Non ho notato grosse differenze tra il campionato prima citato del 1998 (quello culminato con il famoso scontro Iuliano-Ronaldo) e quello attuale appena conquistato dalla società nerazzurra. Due – comunque - sono le principali disuguaglianze: l’atteggiamento della stampa (in questo campionato l’Inter è stata criticata aspramente dai mass-media, forse più di quanto accadde a noi) e la mancanza di una interpellanza parlamentare. Nel 1998 si parlò del rigore negato all’Inter al Delle Alpi addirittura in Parlamento (segno di un paese che – di lì a qualche anno – avrebbe iniziato il suo lento e inesorabile declino… Ci saranno state cose più importanti di cui discutere?). Anche in questo, l’Inter, ci è andata comunque vicino: penultima giornata di questo campionato, 10 minuti al termine della partita col Siena… L’arbitro “si inventa un calcio di rigore per l’Inter” (frase scritta da un giornalista della “Gazzetta dello sport” nel giudizio sull’operato dell’arbitro). I tifosi nerazzurri devono gioire del fatto che Materazzi abbia sbagliato quel penalty: in caso contrario… Apriti cielo…
Il calcio purtroppo, ha richiamato a sé interessi troppo elevati: quando girano troppi soldi, in qualsiasi ambiente, inevitabilmente qualcosa di poco chiaro inizia a verificarsi.
Adoro il calcio, “vivo di calcio”, ho creato un blog dedicandolo alla squadra che amo per sfogare tutta questa mia passione. Vedo solo quello che accade sul campo, le manfrine che succedono fuori le noto, ma cerco di far finta di niente. Altrimenti è finita. Mi auguro che – col tempo – si creino sistemi per controlli più trasparenti su tutti gli aspetti poco chiari di questo sport: il doping, gli arbitraggi, le manovre “politiche” di un Palazzo immaginario, ma comunque influente non poco ai fini dei risultati finali. L’etica sportiva di cui si sono dotate la Juventus e la Fiorentina (per quanto possa notarle un tifoso come me) mi auguro siano da esempio anche per altre società, nelle quali vedo ancora tutte le persone e gli atteggiamenti da “prima Repubblica”.
Il calcio lo vivo con passione e – come ho già detto tempo fa – con ironia. Mi piace prendermela con l’Inter perché è il mio bersaglio preferito, mi aiuta a scaricarmi da una giornata storta, mi fa sorridere anche nei momenti più difficili. Quando eravamo in serie B tutti la criticavano per aver preso uno scudetto a tavolino, poi ne hanno vinto uno senza avversari. Ora che finalmente hanno vinto sul campo tutti la criticano parlando di campionato falsato. Sono unici.
Anni fa – quando la Lazio e la Roma vinsero due campionati dopo un testa a testa (in entrambi i casi con noi) – predissi con gli amici che si sarebbe trattato di una gioia non duratura, rifacendomi a quanto scritto in un articolo bellissimo pubblicato in prima pagina su Tuttosport, nel senso che quelle società stavano vivendo al di sopra delle loro possibilità. In Italia – più che in altri paesi - la politica cerca di interferire sempre, in maniera pesante, con il mondo del pallone: è un malcostume tipicamente nostrano. Solo 3 società – storicamente – sono rimaste ai massimi livelli dall’inizio, anche dopo periodi bui (naturali): Juventus, Milan e Inter. Facendoci caso, nell’albo d’oro non esistono filotti di scudetti di altre squadre a testimoniare il contrario. L’unica eccezione è rappresentata dal Grande Torino. Per rimanere ai vertici non bastano i soldi, bisogna essere costanti nel tempo e garantire una “presenza” a livello di proprietà che serva da garante anche nei momenti negativi. La Lazio e la Roma spendevano cifre impressionanti sia per gli acquisti che per gli ingaggi, mentre Milan e Juve si muovevano – negli stessi anni - in maniera più oculata. Un motivo ci doveva essere. L’Inter – da molti anni a questa parte – sta spendendo cifre esorbitanti. Mi spiace dirlo, anche perché mi priverei di un divertimento personale, ma questo la porterà alla rovina. Anche in questo caso, così come è accaduto con Roma e Lazio, tra qualche tempo la società nerazzurra passerà dei momenti molto difficili. La sua fortuna sarà che – chiamandosi Inter e avendo comunque una storia importante alle spalle – ci sarà sempre un nuovo Moratti a salvarla. Perché dico questo? Perché – da sportivo - guardo la realtà e vedo una società gestita da un petroliere ultramilionario che ha un passivo che oscilla, ogni anno, tra i 200 e i 300 milioni di euro. In pratica: 400 e 600 miliardi delle vecchie lire. Iniziamo a porci delle domande: se uno ha i soldi che gli fuoriescono dalle orecchie, perché lascia un debito enorme come questo sulle spalle della propria società? Ma siamo proprio sicuri che abbia la possibilità di ripianarlo? Qualche anno fa Moratti ha compiuto un’operazione economica che definirla porcata è farle un complimento: vendere il proprio marchio. Perché? Perché non si hanno i soldi per pagare i debiti. Se ne ho per 200 milioni li ripiano vendendo – a me stesso – il mio marchio per la stessa cifra, dilazionando i pagamenti in 20 anni. Quindi? Quindi ripiano il debito, ho un costo di 10 milioni di euro a stagione, e posso spendere quanto mi pare sul mercato ed in ingaggi. Per modo di dire… Perché se non riesco a gestire le spese future mi ritroverò, poi, di lì a poco, nella stessa situazione. Uno che non ha problemi di soldi queste idee non le prende neanche in considerazione. Ma pochi ragionano in questa maniera su questi argomenti. Si lasciano trascinare dal tifo cieco e non vedono le cose più elementari. Quando ai telegiornali si parla di un Moratti tranquillo che ripiana i debiti, poi si pensa che da 300 milioni di euro si passi direttamente a 5, 10, 30 milioni. No, si passa a 200.
Anche il Milan non se la passa benissimo: Berlusconi stacca puntualmente alla fine di ogni stagione assegni milionari per coprire i deficit di bilancio. Attorno alle sue manovre di mercato, poi, ci sono movimenti strani dei quali nessuno parla, soprattutto con le società spagnole (Barcellona e Real Madrid). Mi spiego meglio: perché un’estate il Milan corteggia fino allo sfinimento Rivaldo, non riesce a comprarlo, e poi lo prende gratis l’anno successivo? Perché non riesce ad acquistare Ronaldo e poi quasi glielo regalano dopo poco tempo? Perché ha un consulente di mercato per la Spagna? Perché cerca con tutta questa insistenza Ronaldinho anche se ora non sta giocando? Lo vorrebbe mica alle stesse condizioni? Perché si muove in questo modo? E soprattutto in Spagna? Perché nessuno ne parla?
Tornando alla mia preferita… Come mai l’Inter riesce sempre ad iscriversi al campionato pur non avendo MAI i parametri per farlo? Perché SPENDE, e gli viene permesso di fare tutto quello che vuole. Perché se Moratti dovesse veramente mettere soldi nel bilancio e non sul calciomercato gli altri presidenti non avrebbero euro da investire. Moratti e le società straniere negli ultimi anni hanno finanziato le operazioni di mercato di quasi tutte le squadre italiane (Juve e Milan comprese). E’ un cane che si morde la coda.
Poi la ruota girerà, a “comandare il calcio” e ad imporre le regole potrebbero essere altre persone e/o altre società, che finirebbero con l’imporre criteri più severi e/o trasparenti. E cosa succederà? Chiedete a Cragnotti, Cecchi Gori, Tanzi, Mantovani (figlio), Gaucci e via dicendo… Capisco il tifoso interista che gioisce per questa vittoria, al di là di tutto sono tifoso anch’io, ma finirà. Non è un augurio (finirei col perdermi il divertimento più grande) ma una constatazione. Vedremo.
Nel frattempo – ribadisco – faccio i complimenti all’Inter per questo suo 15° scudetto.
Noi siamo a 29. Vinti sul campo.



(vignette by Bonarober)

mercoledì 14 maggio 2008

Da Trento un'ombra sull'Inter

Sul calcio italiano torna l'incubo delle intercettazioni telefoniche. Questa volta, secondo quanto risulta all'agenzia Radiocor, sono esponenti dell'Inter a essere coinvolti in una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire. Lo confermano fonti vicine agli inquirenti. Si tratta di intercettazioni seguite dai Carabinieri di Trento che riguarderebbero anche scommesse effettuate da giocatori neroazzurri sulla vittoria dello scudetto 2006/2007 (poi conquistato dalla stessa Inter). In particolare, gli inquirenti stanno cercando di chiarire i contenuti di conversazioni che per le parole utilizzate lasciano pensare alla volonta' di nascondere i reali significati delle affermazioni registrate. Le intercettazioni telefoniche sono scaturite dall'indagine per traffico di droga che riguardava il procuratore sportivo Donato Brescia. Gli esponenti dell'Inter intercettati sono Sinisa Mihajlovic, l'allenatore Roberto Mancini e il capitano Javier Zanetti. I tre comunque non risultano indagati.
14 maggio 2008
(http://www.sportmediaset.it/calcio/articoli/11022/inter+inchiesta+trento)

Per ora prendiamo la notizia così com'è, evitando di costruirci dei castelli sopra e attendendo novità (se mai ci saranno).
Certo che sarebbe davvero il colmo...

lunedì 12 maggio 2008

E ora?


ORA RESTERO' IN SILENZIO PER UNA SETTIMANA... PARLERO' SOLO DI JUVENTUS, CALCIOMERCATO E NOTIZIE VARIE.
POI...
POI VEDREMO...

giovedì 8 maggio 2008

"Mi dimetto da presidente del Milan"


PRESIDENZA DEL MILAN: LA LETTERA DI SILVIO BERLUSCONI
08/05/2008
MILANO - L'assunzione dell'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri mi impone, ai sensi della legge 215/2004, di rassegnare le dimissioni dalle cariche sociali.Con vivo rammarico, pertanto, rassegno con effetto immediato le dimissioni dalle cariche di Presidente e di Consigliere della Società A.C. MILAN S.p.A.

Cordialmente

Silvio Berlusconi

Premesso che tanto non cambierà nulla... Stanotte farò fatica a dormire dopo aver letto questa notizia...

Calciomercato, sale la febbre

venerdì 2 maggio 2008

Un esempio di sportività


Questa mattina, durante una pausa di lavoro, mentre scorrevo i titoli sul sito del quotidiano torinese La Stampa, ne ho notato uno che mi incuriosiva particolarmente: "Vorrei essere della Juve". Ho letto il post di un blog a cui rimandava la notizia in questione, e ne sono rimasto piacevolmente colpito, tanto da decidere di copiarlo integralmente, avvisando dopo via mail il proprietario del blog di quanto fatto. Si tratta di uno sfogo di un tifoso granata.

Ecco il testo:

Non mi era mai successo, non mi sto a domandare se sia un bene o un male, si sta parlando ovviamente di un gioco, ma oggi vorrei essere della Juve. Essendo di fede granata, la Juventus non mi e' mai stata estremamente simpatica e non solo perche' faceva parte dell'altra sponda cittadina, ma per quello che intrinsecamente rappresentava: il potere, la ricchezza e talvolta, permettetemi di dire, una certa arroganza e non solo calcistica. Il Toro invece era l'altra squadra, era la contrapposizione, la sfiga, il doversi sempre guadagnare tutto e fino in fondo. Ecco perche' mi aveva affascinato la maglia granata! Ma i tempi cambiano e oggi, piu' che mai, vedo nella Juve le caratteristiche che erano un tempo del "mio" Toro. La "Vecchia signora" ha pagato il suo debito finendo in serie B e, per onesta', mi pare che talvolta continui a pagarlo con arbitraggi non imparziali: adesso, anche chi indossa la casacca bianconera sa cosa vuol dire lottare, di tanto in tanto, contro dodici avversari. Pertanto, anche i "gobbi" hanno imparato a soffrire e lo si vede dalla loro grinta, dalla voglia di vincere: sempre e comunque, e contro chiunque. Bisogna dire che la Juve, oltre ad avere ottimi giocatori, ha anche, a mio modo di vedere, un bravo allenatore che ha saputo creare un bel gruppo ed un gioco efficace. Tuttavia mi sembra di cogliere in quegli atleti una volonta' che era l'essenza dell'altra squadra, di quella societa' "operaia" che ha fatto inorgoglire per molti anni chi aveva poco di cui gioire. Il Toro di oggi, aldila' dell'aspetto tecnico, non ha piu' niente a che vedere con il mito del "tremendismo granata". Mi sembra una squadra di snob, nel vero senso della parola, ossia un gruppo di persone che imitano i modi ed il modo di vivere di classi superiori, atteggiandosi in maniera raffinata e altezzosa, senza pero' averne le doti e le possibilita'. Eh si', perche' non mancano soltanto i piedi buoni, credo che manchi soprattutto la testa. Ho il timore che il Torino finira' nuovamente in serie B e questa volta senza il bisogno d'imprecare contro la malasorte, gli arbitraggi sfavorevoli o chissa' cos'altro. Il merito dell'impresa sara' prevalentemente di coloro che per l'intero campionato sono scesi in campo: uomini che, immagino, pensino esclusivamente a fare quattrini, alle auto di lusso e alle belle figliole. Questo non e' il Toro che mi piace. Preferirei dei giovani che ogni domenica scendessero in campo per dare il massimo, anche se in seguito volerebbero per lidi migliori, andando a giocare in squadre piu' potenti e facoltose. Però, in tal caso, si vedrebbe della freschezza, della volonta' e, lasciatemelo dire, forse piu' onesta' professionale. E non avrebbe importanza se la determinazione fosse dettata esclusivamente dalla loro voglia di emergere, perche' sarebbe comunque fondamentale ad un Toro che e' solo fonte di noia.


Si tratta di una critica ovvia al Torino, ai suoi giocatori e alla sua società. Ma anche di un elogio alla Juve. Ed è stato, questo, nelle parole e nel modo di esposizione un gesto che ho apprezzato moltissimo. Un gesto di un vero sportivo.

Grazie da parte di un "gobbo".

venerdì 18 aprile 2008

Le ultime di calciomercato

Abbandonata la fase dell'immobilismo coatto, il mercato di Juventus, Milan ed Inter è entrato nella fase cruciale. Ingaggiato Amauri, ed in attesa dell'annuncio ufficiale previsto per il giorno seguente alla conclusione del campionato, i bianconeri sembrerebbero concentrarsi sul centrocampista Diarra del Real Madrid, tenendo sotto osservazione l'australiano Kewell, in scadenza di contratto con il Liverpool. Secondo Christian Recalcati, telecronista per il digitale terrestre di tutte le sfide dell'Inter, la società nerazzurra sarebbe invece vicina a concludere per Hleb dell'Arsenal e Konko del Genoa. E sull'affare Ronaldinho...

Domanda - La lotta per Ronaldinho, si fa incandescente. Chi la spunterà fra il Milan, che ha un accordo con il fratello procuratore De Assis, e l'Inter?

Risposta - Vede, in questi casi è la volontà del giocatore a far impennare l'operazione. Lui, cioè Ronaldinho, ha già scelto il Milan. E il suo manager, ovvero il suo procuratore, si è accordato con la società rossonera.

Domanda - E l'Inter, cosa sta escogitando per cercare di strappare il brasiliano alla concorrenza rossonera?

Risposta - Ha un accordo con Laporta. O meglio un'opzione verbale, che a volte vale quanto un contratto. Ma alla fine, penso che Moratti cederà la propria priorità con la società blaugrana. Tra le ultime voci, le segnalo un forte interessamento per Benzema del Lione. Ma non escluderei l'ipotesi Henry, che abbandonerà Barcellona.

Domanda - Seedorf ha dichiarato: "Ronaldinho? Non è una priorità". L'ex Pallone d'Oro Van Basten, ha ribadito: "Si alla rifondazione, ma che parta dai giovani". Crede che l'arrivo di Ronaldino possa complicare, e non risolvere, le magagne rossonere?

Risposta - Ronaldinho elimina Seedorf. Questo è chiaro. Vorrei risponderle, se me lo permette, con una domanda: è più utile Ronaldinho o Frey alla causa rossonera?

Domanda - L'Inter inizia a prendere le distanze da Mancini, come testimoniano le ultime dichiarazioni di Moratti. La conferma di Figo è il preludio ad una futura rottura fra il tecnico e la società nerazzurra?

Risposta - Le assicuro che Mancini rimarra sulla panchina dell'Inter anche nella prossima stagione. Naturalmente, in caso di conquista di scudetto. La permanenza di Mancini trova peraltro giustificazione negli acquisti di Hleb e Konko, giocatori fortemente voluti dal tecnico. Che peraltro ha ottenuto una opzione su Capel, del quale si è invaghito Mancini.Domanda - Adriano continua a segnare. Tornerà a Milano?

Risposta - Tornerà a Milano, ma non rimarrà. Adriano è seguito da Manchester City, Siviglia, Real Madrid e Barcellona. In Italia da Fiorentina e Roma.E' ancora presto, in ogni caso, per trarre conclusioni.

Domanda - La Juvenus ha praticamente acquistato Amauri, e pensa a Kewell come parametro zero. Chi partirà fra Palladino, Nocerino, Zebina e Molinaro?

Risposta - Amauri, convengo con lei, è un giocatore della Juventus. Che ha battuto una concorrenza molto agguerrita. Palladino andrà a Firenze, mentre Criscito sarà il giocatore candidato a trasferirsi al Palermo come contropartita tecnica.

Domanda - Ranieri è stato riconfermato dal presidente Cobolli Gigli, smentendo le voci di un possibile ritorno di Lippi. Dove si siederà l'ex tecnico dell'Italia?

Risposta - Rimango della mia idea. Ritornerà Lippi. Qualora venisse confermato Ranieri, penso proprio che Lippi andrà al Chelsea.

Domanda - Saprebbe indicare il nome di un calciatore sul quale la Juventus ha deciso di investire, senza darne risalto per evitare scomode aste milionarie?

Risposta - La notizia è che la Juventus è una delle concorrenti nella lotta per accaparrarsi Mancini, che a luglio verrà ceduto dalla Roma.

(http://www.carlonesti.it/index.php?method=zoom_articolo&id=4666)

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