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domenica 24 agosto 2008

Altro che Russia... Ecco le vere campionesse!!!


PECHINO, 24 agosto - La Russia ha conquistato la medaglia d'oro nel gruppo della ginnastica ritmica alle Olimpiadi con 35,550 punti. L'argento è andato alla Cina con 35,225 punti, mentre il bronzo è andato alla Bielorussia (34,900). L'Italia (Elisa Bianchi, Fabrizia D'Ottavio, Marinella Falca, Daniela Massironi, Elisa Santoni e Anzhelika Savrayuk) ha chiuso al quarto posto con 34,425 punti.
LE LACRIME - Sei azzurre in lacrime al palazzetto della ritmica: «Lottare così contro la politica non ci sta, ci alleniamo otto ore al giorno e se avessimo sbagliato oggi ci saremmo prese la nostra responsabilità. Ma siamo state brave e non meritiamo di essere fuori dal podio», è tra i singhiozzi che Elisa Santoni, una delle ragazze della ginnastica ritmica commenta il quarto posto dell'Italia. «Hanno distrutto un sogno - ha aggiunto l'azzurra Anzhelika Savrayuk - eravamo venute qui per vincere e non siamo neanche saliti sul podio». La rabbia della ragazze italiane è contro la giuria che ha alzato il punteggio di Russia e soprattuto Cina, oggi d'argento.
LA RABBIA - «Si vedeva dall'inizio che doveva vincere la Russia». Il presidente della Federginnastica, Riccardo Agabio, non ha gradito per niente il quarto posto delle azzurre nel gruppo della ritmica: «Marinella Falca ha parlato di mafia delle giurie? Ha ragione - ha continuato Agabio - la Bielorussia ha avuto una valutazione corretta, la Russia è stata sovrastimata; eccessiva poi la considerazione per la Cina. Quale sarebbe stato il podio più giusto? Bielorussia, Italia, Russia (nei fatti c'è stato l'oro alla Russia, l'argento alla Cina e il bronzo alla Bielorussia, ndr)». «Spero che il presidente della federazione internazionale, Bruno Grandi, trovi le soluzioni al problema - ha aggiunto Agabio - altrimenti questo sport è destinato, se non a sparire, a non essere considerato. Quando si arriva a queste finali e c'è già un pregiudizio a favore di qualcuno vuol dire che c'è un problema».

giovedì 7 febbraio 2008

La Fiat presenta i suoi atleti: "Il nostro è un impegno costante"


MILANO - È stata ufficialmente presentata oggi la "Fabbrica Italiana Atleti", gruppo di dieci sportivi di alto livello che avrà il sostegno economico e pubblicitario del gruppo Fiat. Questi gli atleti che compongono il gruppo: Andrew Howe per l’atletica, Vanessa Ferrari per la ginnastica, Aldo Montano e Margherita Granbassi per la scherma, Federica Pellegrini e Filippo Magnini per il nuoto, Tania Cagnotto per i tuffi, Wenling Tan Monfardini per il tennis tavolo e gli atleti paralimpici Fabrizio Macchi per il ciclismo e Roberto La Barbera per l’atletica leggera.
Il progetto "Fabbrica Italiana Atleti" è il proseguimento e la conferma di un rapporto sempre costante tra il gruppo Fiat e lo sport, che trova le sue radici nelle recenti esperienze, come afferma Dario De Stefanis, Responsabile sponsorizzazioni Fiat Auto: «Il nostro è un impegno costante che va al di là del solo connubio Fiat-automobili - dice - il nostro è stato un processo di svecchiamento che ci ha portato a sponsorizzare, con tutto il gruppo e non solo dunque il marchio Fiat o Alfa Romeo, prima le olimpiadi di Torino 2006, poi la nazionale giamaicana di bob, sino a un impegno sempre costante con la Juventus, che infatti sulle maglie reca New Holland e non Fiat e le squadre di rugby dell’Italia e degli All Blacks. Insomma, un rapporto veramente stretto tra il mondo Fiat e il mondo dello sport»
Questa nuova avventura vedrà Fiat affiancare i dieci atleti sopra citati nella preparazione delle prossime gare e degli importanti appuntamenti agonistici che li aspettano, ultima ma non ultima l’olimpiade di Pechino 2008. E infatti il viaggio del gruppo è partito oggi, giovedì 7 febbraio, inizio del capodanno cinese.
Giovanni Perosino, Direttore Comunicazione Fiat, ha poi concluso spiegando le motivazioni che hanno portato il gruppo a scegliere proprio questi dieci atleti, tutti presenti all’evento: «Sono ragazzi con personalità - dice - che oggi rappresentano l’eccellenza dello sport italiano. Dai loro visi traspare freschezza, forza, tenacia, sono la faccia pulita dello sport di casa nostra. Il gruppo Fiat vuole raccontare delle storie, ha tanta voglia di scoprire e stupire. Proprio come questi ragazzi».
(Fonte: La Stampa)
Ottima idea, ottima iniziativa. Sembra che la FIAT voglia tornare a primeggiare, ad essere più presente all'interno della società italiana. E di questo non posso che esserne felice. Lo fa anche attraverso la scelta di sostenere quanto c'è di meglio in ambito sportivo: non solo Juventus, la Ferrari o le squadre di rugby di Italia e Nuova Zelanda. Ma anche 10 atleti di primissimo livello, sotto ogni aspetto.
Luca Luca (Cordero di Montezemolo): ricordati però che con noi sei in debito. Di parecchio. Non bastano queste iniziative.

sabato 2 febbraio 2008

Il cuore dell'Italia non basta. L'Irlanda fa fatica ma vince

Nick Mallett l'aveva detto: l'Italia deve restare in partita fino alla fine per dire la sua. E gli azzurri non lo hanno smentito. Quando il signor Kaplan ha fischiato la fine dopo 3 minuti di recupero, l'Italia stava ancora provando a segnare la meta che poteva darle la vittoria. Così non è stato, la vittoria va all'Irlanda (16-11), ma la squadra italiana vista al Croke Park, fa ben sperare per il prosieguo del Sei Nazioni. La grinta è quella solita, gli azzurri combattono su ogni pallone. La mischia si fa sempre sentire e anche in touche, nonostante l'assenza di Bortolami, gli uomini di Mallett conquistano palloni. Masi e Travagli in mediana soffrono e fanno ripartire l'azione, mentre Mauro Bergamasco placca avversari in tutto il campo. Peccato per gli errori nei calci di Bortolussi, unico retaggio del mondiale francese. Ma la nuova Italia di Mallett esce dal campo a testa alta e il 10 febbraio al Flaminio arriva l'Inghilterra.
(Fonte: Repubblica.it)

Grandi ragazzi!!!

lunedì 21 gennaio 2008

Riposa in pace, Campione

Milano, 20 gennaio - E’ morto Duilio Loi. Il 19 aprile avrebbe compiuto 79 anni. Era nato a Trieste nel 1929, da lungo tempo combatteva contro il Morbo di Alzheimer, curato nell’istituto specializzato “Padre Pio” a Tarzo (Treviso). Ne ha dato la notizia la figlia Bonaria, che gli e` stata accanto fino agli ultimi istanti. Loi ha combattuto l’ultima battaglia con grandissima dignita`, arrendendosi dopo anni di lotta contro un male che non perdona, crudele e subdolo, che alterna luci e ombre, speranze e segni dolorosi che lasciano tracce sempre piu` profonde nel malato. Stanotte, alle 4,30 il grande guerriero del ring si e` arreso per sempre. Duilio e` stato dagli anni ’50 fino al 1962 il mito assoluto della boxe italiana, campione d’Italia, d’Europa e del mondo, aveva raggiunto una popolarita` paragonabile ai grandi protagonisti attuali del calcio.La sua lunga carriera era iniziata nel 1948 e conclusa nel gennaio 1963 quando annuncio` il ritiro dal ring, con la cintura di campione del mondo superleggeri ed europeo dei welter ai fianchi. Aveva disputato 126 incontri, con 115 vittorie, 8 pareggi e tre sconfitte, tutte riscattate con altrettanti successi nelle rivincite. Il 1 settembre 1960 riempie lo stadio di S. Siro, oltre 60.000 spettatori (record assoluto mai superato) per seguire la sua vittoria sul portoricano Carlos Ortiz e impossessarsi della corona mondiale welter jr. Un successo atteso da milioni di appassionati, una conquista che lo proietto` alla cima della popolarita` in Italia. Era un professore di pugilato, la sua tecnica, i suoi riflessi davano l’impronta del fuoriclasse assoluto. Il presenza di Duilio Loi in locandina significava l’esaurito in sala. Ha incontrato e battuto il meglio dell’Europa e i rivali piu` forti nel mondo. Dai fratelli Sauver e Felix Chiocca, Maurice Auzel, Idrissa Dione fino a Seraphin Ferrer, gli spagnoli Fred Galiana, Jose` Hernandez, i nostri Visintin, Marconi, Garbelli, Vecchiatto, Manca e Formenti. Oltre che con Ortiz, ribattuto nella bella nel maggio del 1961, l’altra grande sfida con Eddie Perkins, un vero campione che lo impegno` ben tre volte. Con Eddie disputo` l’ultimo match in carriera il 15 dicembre del ’62, battendolo con una prova di grandissimo orgoglio, tirando fuori quella classe che sembrava essere un po’ sbiadita tre mesi prima, quando l’americano era riuscito a scalzarlo dal trono. Duilio nella prestazione d’addio non permise che alcuna ombra potesse oscurare una carriera troppo luminosa per venire macchiata. Disputo` una battaglia dove il cuore supero` la fredda tecnica, vinse con grande fatica, ma chiaramente e tra gli applausi di un pubblico che aveva capito tutto. Era entrato nella Hall of Fame, il piu` alto riconoscimento nel mondo della boxe. Da ex campione, dimostro` di essere ancora piu` grande, sopportando con dignita` ogni avversita` e non furono poche, quelle che si presentarono lungo il suo percorso del dopo boxe. Gli ultimi anni sono stati altrettanto difficili. Attaccato dalla malattia, ha confermato di essere un guerriero indomito, come assicurano i medici e le assistenti che lo hanno curato con molta dedizione, resistendo oltre ogni piu` logica previsione, attaccato al filo della vita che andava assottigliandosi giorno dopo giorno. Adesso e` finita anche l’ultima ripresa, ma non il ricordo di un campione del ring, capace di offrire sensazioni fortissime al pubblico. La sua memoria non verra` ricoperta di polvere, troppo grandi le sue imprese per poterle cancellare. I funerali si svolgeranno a Milano, in data da stabilire.
(Fonte: Datasport - di Orlando Giuliano)

domenica 6 gennaio 2008

Presentata la nuova Ferrari F2008


E' unica... E' sempre la più bella, ha un qualcosa di diverso dalle altre. Ora speriamo riesca a anche a vincere...

sabato 22 dicembre 2007

Scommesse on line: sospesi Starace e Bracciali

MILANO, 22 dicembre 2007 - E tre. Sono diventati ufficialmente tre gli squalificati per le scommesse on line dei tennisti, e sono tutti italiani. Dopo Alessio Di Mauro, ieri è arrivato il verdetto dell’Atp anche per Potito Starace (6 settimane) e Daniele Bracciali (3 mesi). Dopo la pesante punizione comminata a Di Mauro — stop di 9 mesi e multa di 60 mila dollari — l’organizzazione che gestisce il circuito dei tennisti professionisti ha accettato il patteggiamento della condanna per Starace e Bracciali, giocatori più noti e di miglior classifica del mancino siciliano, già protagonisti più volte in coppa Davis.
ATTENUANTI - L’accordo fra Atp e giocatori verte sulle modalità di sospensione e anche sull’entità della multa, in considerazione anche delle somme puntate, del minor lasso di tempo in cui sono state scommesse e del fatto che, entrambi gli azzurri, volontariamente e parecchio tempo fa avevano interrotto la loro attività anti-regolamentare. Ma l’accusa è la stessa: aver scommesso sul risultato di partite del proprio sport, sia pur non quelle in cui erano implicati direttamente, sempre e solo piccole somme, e peraltro perdendoci. Perché tutti i conti on line a nome dei tre professionisti erano in rosso.
DUBBI - Il problema vero, quello delle partite truccate o vendute, denunciate da anonimi, ma anche dal rampante Andy Murray — che però ha fatto velocissimamente retromarcia —, non è stato ancora toccato dall’Atp. Che, pur utilizzando agenti di Scotland Yard ed esperti delle scommesse sull’ippica inglese, non è riuscita a trovare alcuna traccia del vero scandalo che angoscia il tennis almeno quanto il doping. E’ sicuramente curioso, poi, al di là del comprensibile campanilismo, che i colpevoli di scommesse on line siano finora solo di nazionalità italiana. In una lista che, purtroppo, è destinata a crescere, perché altri due giocatori del giro azzurro sono chiacchierati. E, probabilmente, il 28 gennaio, si recheranno a Jacksonville, in Florida, a discutere davanti al giudice unico nominato dall’Atp.
A MELBOURNE - Intanto, per il primo Slam 2008, il 14-27 gennaio a Melbourne, la federtennis australiana ha deciso nuove norme anti-corruzione con sanzioni che vanno dalla multa alla squalifica a vita, e addirittura la prigione per chi risulterà colpevole di aver truccato degli incontri.
LE PAROLE DI STARACE - "Ho deciso di patteggiare la pena - spiega Starace sul sito della federazione - perchè con questa spada di Damocle sulla testa non avrei certo potuto giocare bene agli Open d'Australia. Invece, così rientrerò a febbraio con la voglia di spaccare il mondo. Adesso, però, voglio vedere che cosa faranno agli altri indagati. Voglio che paghino tutti con la stessa pesantezza che hanno riservato a noi italiani. È uno schifo. Ci hanno massacrati senza che questo risolva il problema vero delle partite vendute. Ci hanno inflitto pene pazzesche, se penso a quelle che in passato hanno assegnato a chi faceva uso di doping. L'Atp non sa dove sbattere la testa. È tutta una buffonata. Chi dirige la nostra associazione dovrebbe rispettare il lavoro dei giocatori per bene e gestire i problemi con serietà".
LE PAROLE DI BRACCIALI - "Eravamo sacrificabili, ecco perchè se la sono presa con noi - aggiunge Bracciali -. Non siamo campioni e non contiamo ad alto livello. Ma non posso credere che a fare qualche scommessina siamo stati soltanto noi italiani. Tra l'altro, il regolamento dell'Atp si presta a duemila interpretazioni. Se avessi voluto fare il furbo non avrei scommesso col mio nome".

Altri tre capri espiatori...

martedì 18 dicembre 2007

A 200 km/h in autostrada Hamilton perde la patente



REIMS (Fra), 18 dicembre 2007 - Il campionato di Formula 1 2008 non è ancora cominciato, ma Lewis Hamilton, evidentemente, non vede l'ora. Viaggiava a 196 km/h, il pilota inglese della McLaren, quando la polizia stradale francese lo ha fermato domenica scorsa sull'autostrada A26 nei pressi di Laon (nord), sospendendogli immediatamente la patente per un mese.
MEA CULPA - Il vice-campione del mondo in carica è stato pizzicato intorno alle 16 mentre viaggiava a quasi 200 km/h a bordo di una Mercedes CLK 63 AMG immatricolata in Germania in direzione Calais-Reims. "Ha riconosciuto subito d'aver sbagliato - il commento di un poliziotto - e si è dimostrato davvero molto gentile". In attesa di presentarsi (Hamilton in prima persona o chi per lui) davanti al giudice di Laon, il britannico ha accettato di pagare una multa pari a 600 euro oltre alla sospensione di un mese della sua patente, già comunicata al consolato britannico.
PASSEGGIATA - Non solo. Hamilton ha dovuto abbandonare l'auto sulla quale viaggiava non essendo il proprietario diretto del mezzo. Per questo il "bolide", modello più volte utilizzato come safety-car in Formula 1, è stato recuperato lunedì da un suo amico. Per spiegare la sua infrazione, Hamilton ha detto alla gendarmeria francese che l'autostrada in quel momento era assolutamente "sgombra". La polizia ha in parte ammesso che in quello tratto di autostrada molti stranieri sono portati a superare i limiti di velocità.
IN COMPAGNIA - Lewis Hamilton entra così a far parte dell'esclusivo club "pizzicati" della Formula 1. Prima di lui, infatti, è già toccato a Kimi Raikkonen, sospreso dopo una festa, a Giancarlo Fisichella, fotografato nel 2004 a 148 orari in un tratto della via Appia, a Roma, dove il limite è di 60. A Juan Pablo Montoya è toccato nel 2003, quando lo pizzicarono a 204 km/h in Costa Azzurra. Il più recidivo è invece Ralf Schumacher, a quota tre ritiri. Quanto ai record, Renè Arnoux nel 1987 fu intercettato a 242 km/h su una strada con il limite dei 90. E, in tempi più recenti, Jenson Button a 230 all'ora mentre viaggiava verso Montecarlo su una autostrada del Sud della Francia. Una lista destinata ad allungarsi ancora.
Se queste cose le fa Schumacher a 38 anni, non mi meraviglio le faccia anche un ragazzino di 18 anni. E' un professionista, che stupidità...

venerdì 14 dicembre 2007

Il mea culpa McLaren chiude la spy story

LONDRA (INGHILTERRA), 13 dicembre 2007 - La McLaren per la prima volta fa mea culpa e la Fia immediatemente chiude la spy story. Il team di Woking, che la scorsa settimana continuava a proclamare la propria innocenza dopo che il Consiglio Mondiale della Formula 1 aveva rimandato al 14 febbraio la decisione sull'assenza di particolari riconducibili alla Ferrari F2007 sulle frecce d'argento per la stagione 2008, facendo un passo indietro ha infatti ottenuto l'annullamento di possibili, nuove sanzioni. La Ferrari, comunque non molla e continuerà la sua battaglia penale in Italia e civile in Inghilterra.
PERDONO - E' stato lo stesso presidente della Federazione internazionale, Max Mosley, a chiedere al World Motor Sport Council la cancellazione della riunione in programma il 14 febbraio "nell'interesse dello sport e per mettere la parola fine su questa videnda". L'iniziativa è scattata subito dopo il mea culpa della McLaren, uscita allo scoperto con la lettera consegnata alla Fia prima dell'ultimo consiglio mondiale dov'era stata assolta la Renault.
CONGELATI - "Alla luce del risultato delle indagini condotte dalla Fia - si legge nella nota della McLaren - è chiaro che le informazioni della Ferrari sono state largamente diffuse all'interno del team più di quanto fosse stato comunicato in precedenza". In particolare, si presume che dall'ispezione della Fia tre elementi siano finiti sotto la lente d'ingrandimento: il cambio a innesto rapido, il rifornimento veloce e l'uso di Co2 per il gonfiaggio degli pneumatici. "La McLaren è profondamente rammaricata del fatto che le proprie indagini non hanno rintracciato questo materiale e ha scritto una lettera al Consiglio Mondiale per scusarsi di questo". In ogni caso, ha subito disposto il congelamento dello sviluppo di questi sistemi.
PROCESSO - Puntuale la reazione della Ferrari: "Per le scuse della McLaren e delle garanzie presentate, rispettiamo la proposta del presidente della Fia di annullare la riunione straordinaria del Wsmc del prossimo 14 febbraio" e di considerare "conclusa" questa vicenda "dal punto di vista sportivo". "Viene peraltro confermato - precisa Maranello - il proseguimento delle azioni legali in corso sul piano penale in Italia e su quello civile in Inghilterra". Questo perché attraverso il mea culpa della McLaren "vengono così smentite pubblicamente - prosegue la nota - le affermazioni scritte e verbali rilasciate dai vertici della McLaren nel corso delle udienze del Consiglio mondiale del 26 luglio e del 13 settembre, attraverso i media. Viene quindi ammessa la diffusione di informazioni confidenziali di proprietà della Ferrari all'interno della struttura della squadra inglese ed è confermata la gravità del comportamento da essa tenuto durante questi mesi".
PAGHIAMO - Il team di Woking aveva ammesso che le indagini della Fia sono andate più a fondo di quelle condotte dalla McLaren stessa, riconoscendo che "l'intera situazione sarebbe stata evitabile se avessimo informato la Ferrari e la Fia della prima comunicazione da parte di Nigel Stepney finita sotto la nostra attenzione. Siamo ovviamente imbarazzati per le successive rivelazioni e ci siamo scusati senza riserve presso il Consiglio Mondiale della Fia". La McLaren ha altresì ricordato di aver già rivisto le proprie "politiche e procedure di reclutamento dello staff" facendo le sue "pubbliche scuse alla Fia, alla Ferrari, alla Formula 1 e ai tifosi assicurando che sono stati fatti dei cambiamenti che garantiranno che niente di paragonabile a quello che è accaduto succederà di nuovo". Il team di Woking, che si accollerà anche i costi sostenuti dalla Fia per le indagini, si è infine augurato di "lasciarsi finalmente alle spalle tutto e potersi ora concentrare sulla stagione 2008".

E se avessero vinto il mondiale piloti cosa avrebbero fatto? Se la Ferrari non avesse continuato la sua battaglia (non fermandosi al primo scoglio) cosa sarebbe accaduto? Che schifo...

mercoledì 12 dicembre 2007

Schumi diventa tassista per non perdere l'aereo




Avendo passato più di metà vita a spingere sull'acceleratore, non gli dev'essere sembrato possibile perdere un aereo per la "lentezza" del suo tassista. Per questo, Michael Schumacher, ha chiesto al conducente del taxi di farsi da parte e si è messo al volante per accelerare un po' il ritmo e arrivare quindi puntuale all'appuntamento con il suo volo. E' accaduto, stando a quanto riportato dal quotidiano di Monaco di Baviera, Abendzeitung (e poi confermato dalla portavoce dell'ex ferrarista, Sabine Kehm), sulla strada per arrivare allo scalo di Coburgo.

INCREDULO - A diffondere la notizia è stato Tuncer Yilmaz, il proprietario del taxi, che ha raccontato la clamorosa vicenda un po' incredulo. "Mi sono ritrovato seduto al fianco del guidatore - ha spiegato - e vicino avevo Schumacher: è stato incredibile".

GUIDA SPERICOLATA - Lo stesso tassista ha poi proseguito raccontando che Schumacher "ha fatto dei sorpassi incredibili e ha preso le curve a grande velocità". Il tutto per arrivare a destinazione in tempo per prendere l'aereo. Alla fine della corsa l'ex pilota tedesco ha ovviamente pagato a Yilmaz la tariffa e gli ha inoltre dato una buona mancia. Schumacher, insieme a moglie e figli, era arrivato a Coburgo per prendere un cane da un abitante di un villaggio vicino. Insomma, dopo lo Schumi "giardiniere" o "autista" delle pubblicità, eccolo in versione tassista. Questa volta però, non per spot.

Un gesto di un'idiozia fuori dal comune. Non trovo altre parole.
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