domenica 30 marzo 2008

sabato 29 marzo 2008

Botta e risposta con Bertolino


Due giorni fa, mentre procedevo ad una lettura dei blog presenti nella lista di quelli etichettati come miei “Amici”, mi sono soffermato su quello di Stefano Discreti. Ho trovato questo scambio di e-mail tra lui ed Enrico Bartolino, il famoso comico televisivo di dichiarata fede sportiva interista. Tutto partiva con una risposta di Bartolino ad un editoriale scritto da Stefano. Questo è il testo integrale delle due mail:
LA RISPOSTA DI ENRICO BERTOLINO AL MIO EDITORIALE
Gentile Stefano,
essendo stato chiamato in causa dal Suo editoriale Le invio il mio pensiero in merito .Trovo oltremodo Faziosa la Sua versione , e fin qui ci sta , ma dimenticarsi di essere usciti dalla Coppa Italia ( l'unica alla quale avreste potuto partecipare quest'anno ) eliminati dall'Inter mi sembra mancanza di memoria (chi se la faceva sotto contro Balotelli quel giorno? Chiedere a Camoranesi , un altro dei fedelissimi Juve a Gettone ..o meglio a Orologeria finchè c'è Grano c'è la fede ..) .Se poi vogliamo parlare dei Successi della Juve in Europa .eccoci qui: Una coppa dei campioni allo stadio Heysel che ancora suona come un insulto alla ragione ed alla logica ( non lo dico io ma fior di personalità intrervistate durante un documentario di History channel dedicato a quella serata maledetta con Platini , si proprio lui l'amico dell'Italia e oggi dirigente oculato , che alza la coppa in mezzo ai Morti , ma un pò di vergogna no ? ) e tante , ma tante eliminazioni ...Ebbene tralasciando la storia nella quale non mi sembrate molto ferrati da quelle parti , guardando alla partita , niente da dire , grande Juve , ottima reazione , contro una squadra falcidiata dagli infortuni , fuori condizione e con problemi a livello dirigenziale ( I soliti direte voi e qui come non darvi ragione ) , con un secondo tempo bianconero da incorniciare , se non fosse che tutto è iniziato con un Gol del Fedelissimo e Superbianconero a Vita Camoranesi .. IN NETTO FUORIGIOCO.. quasi due metri .Il giorno dopo sui giornali citato tra parentesi quasi fosse arrivato sul tre a 0 per la Juve .. ed invece ha aperto la strada al contropiede dell'altro fedelissimo Trezeguet , che fino a qualche mese fa chiedeva i soldi direttamente dal campo senza vergogna ma con tanta fede , facendo segno che altrimenti se ne sarebbe andato .Bene per cui complimenti ad una Juve tenace e battagliera , ad un allenatore capace e gran signore in ogni evenienza , ma per favore smettete per una volta di fare le vittime e considerate che la Famiglia Moggi è in tribunale per reati che sfiorano il Penale e che per anni la sudditanza degli arbitri con la Juve c'è stata eccome .. poi non c'entrano i tifosi , ma questi sono i fatti .. dati e numeri alla mano .. come , dati e numeri alla mano noi siamo avanti e la Juve è indietro .. per cui se per cortesia volete essere più obiettivi risponderò con piacere , se invece continuerete con l'Apologia di persecuzione Vi lascerò serenamente al Vostro piagnisteo .e continuerò a tifare Inter ed a Ringraziare Moratti , che , come presidente , mi ha permesso di veder giocare fior di campioni a San siro , e non tutti provenienti dalla Juve .Unico grande applauso a Del Piero e Buffon uomini immagine veri fuori e dentro al campo , invece una simpatica Immaginetta a Nedved , da pallone d'oro a cascatore professionista .Con tristezza rabbia e delusione , ma dal primo posto in campionato .Complimenti per la vittoria che vi avvicina al secondo .
Enrico Bertolino

LA MIA RISPOSTA ALLA SUA E-MAIL
Cordiale Enrico, scusa intanto se ti rispondo solo ora.
Grazie della risposta.
Sei stato l'unico interista da me citato nell'editoriale ad aver il coraggio di esporre il proprio pensiero e quindi questo ti fa onore.
Certo, il fatto che già abbiamo avuto modo di conoscerci in passato, come ad esempio ai tempi dell'intervista doppia che ti feci contro la Littizzetto(http://stefanodiscreti.blogspot.com/2007/04/juvervista-littizzetto-bertolino.html)forse ha aiutato, ma credimi apprezzo molto il tuo non tirarti indietro in un momento così difficile per l'Inter.
Se hai imparato a conoscermi sai che sono leale, corretto ma che se devo entrare duro lo faccio e dico sempre quello che penso.
Quindi inizio a risponderti dalla parte che meno mi è piaciuta della tua e-mail:il riferimento all'Heysel.
Caro Enrico ho trovato di pessimo gusto e di basso rilievo ricordare una serata così drammatica come esempio di Juve nel mondo.Parli di juventini con poca memoria? No, caro Enrico.
Chi ha poca memoria(e forse tanta ma tanta invidia) qui siete voi interisti.Negli ultimi 30 anni la Juventus in Europa e nel Mondo ha vinto 2 coppe Intercontinentali, 2 coppe dei campioni, 2 supercoppe europee, 1 coppa delle coppe e 3 coppe uefa.Senza contare 4 finali di coppa dei campioni e 1 una di coppa uefa.
Ovvero quindi la Juve in Europa se l'è quasi sempre giocata fino alla fine e spesso anche vincendo e dominando.
Certo non ai livelli della prima squadra di Milano (il Milan) ma nemmeno ai livelli di chi ha vinto l'ultima coppa dei campioni prima che l'uomo mettesse piede sulla luna, e che in Europa dura sempre uno, massimo due turni.
Per quanto riguarda il passaggio del turno in Coppa Italia vi faccio i complimenti, ma d'altronde sapevo dall'inizio che era impresa quasi impossibile eliminarvi in un torneo che da sempre è il preferito di Roberto Mancini e che proprio le numerose vittorie in questa competizione gli sono valse l'appellativo di"uomo che vince sempre".....la coppa Italia.
Trezeguet e Camoranesi, secondo il tuo punto di vista, sono quindi 2 mercenari?
Secondo me sono semplicemente figli di questo calcio attuale. Dove anche le bandiere come Totti, Maldini o Del Piero, hanno delle aste ben rafforzate dal conto in banca.
D'altronde altrimenti "l'interista fin da piccolo" non avrebbe chiesto il triplo dell'ingaggio per spostarsi da Torino a Milano nella sua squadra del cuore d'infanzia.
Per quanto riguarda la partita di sabato, hai ragione:il goal di Camoranesi era in netto fuorigioco.
Ma, come interista quest'anno, non vorrai mica lamentarti degli arbitraggi, vero?
E' tutto il campionato che praticamente partite sempre da un rigore a zero, che quasi mai c'era.
Se da Roma gridano allo scandalo un motivo ci sarà pure o no?
Per quel che riguardano invece le vicende giudiziarie della famiglia Moggi attendo serenamente la sentenza di un processo vero.
Consapevole di non esser un negazionista ottuso, ma di esser semplicemente una persona capace di intendere e volere e di avere sempre la propria opinione: ovvero che le cose che faceva Moggi erano le stesse che facevano tutti gli altri dirigenti, chi più chi meno.
D'altronde anche l'Inter, se ha in panchina un pregiudicato che ha patteggiato 6 mesi di reclusione qualcosa di poco onesto lo faceva o no?
Voglio concludere questa mia risposta nell'unico punto in cui condivido totalmente con te:il ringraziamento a Massimo Moratti,.Credimi da tifoso juventino non avrei potuto desiderare un presidente migliore per voi.Il modo in cui ha speso oltre 1000 miliardi.... I campioni che vi ha portato..... Le gioie che ci ha regalato...Penso che nessun altra persona al mondo ne sarebbe stata davvero capace.
Non finirò mai di ringraziarlo e spero che resti vostro presidente ancora per tanti anni, magari con Roberto Mancini allenatore.
Quindi, caro Enrico, godetevi questo campionato, perchè se davvero al ritorno in serie A l'avesse vinto la Juventus altro che 5 Maggio.
Ti faccio una confidenza che mi creerà non pochi nemici nel mondo juventino:io tra Roma e Inter, spero sempre che a non vincere sia la Roma.
Sai uno juventino "romano de Roma" deve scegliere sempre il male minore.
Mi basta avervi dimostrato sul campo che siamo sempre i più forti e che Recoba, Zanetti o Djorkaeff non potranno mai valere Del Piero, Nedved o Zidane.
Ma sopratutto nessun tavolino o intercettazione potrà mai cambiare la storia.
Un abbraccio,
Stefano Discreti
Sono rimasto scioccato dalla lettura di quanto scritto da Bertolino. Il mio pensiero al proposito l’ho già espresso direttamente nel blog di Stefano, non è mia intenzione esagerare nel puntare il dito contro il comico. Ho provato però il desiderio di fare una considerazione più ampia su quanto letto, ed è questo il motivo per il quale – poi - ho chiesto allo stesso Stefano la possibilità di poter copiare i testi.
Nella vita di ognuno di noi sportivi penso ci siano 5 momenti importanti, subito successivi alla nascita:
· La prima volta che apriamo gli occhi e cominciamo a piangere;
· La prima volta che pronunciamo le parole “mamma”, papà”, “nonna”, “nonno”,….;
· La prima volta che cominciamo a camminare con le nostre gambe senza l’aiuto di nessuno;
· La prima volta che, anche in maniera buffa, tiriamo i calci ad un pallone;
· La scelta della squadra del cuore.
E qui è naturale che quella che sembra una cosa banale e di poco conto, finisce poi con il diventare una vera e propria scelta di vita. Dalla quale non si può (e non si dovrebbe, a mio modo di vedere) tornare indietro.
Certo… se scegli l’Inter, poi, è naturale che ti metti in difficoltà da solo… Anni di promesse mai mantenute, di sconfitte, di uscite agli ottavi di finale nelle varie competizioni (con le tifoserie avversarie che cantano ironicamente l’inno della tua squadra per festeggiare), di vittorie ottenute quando gli avversari non ti possono contrastare… Ce ne sarebbe da dire…
Ma tutto questo viene fatto, DEVE essere fatto, con ironia. Tra le cose belle del calcio ci sono gli sfottò, il fatto di poter gioire dei risultati ottenuti dalla tua squadra del cuore, anche quello di essere triste per una sconfitta. Ben sapendo che, da quel momento e per qualche giorno, finirai con l’essere preso inevitabilmente di mira dagli altri tifosi.
Il calcio per me è gioia. Il calcio per me è quando da bambino, appena usciti da scuola con i miei compagni, si lanciavano gli zainetti per terra e – con il pallone che tenevamo nascosto in un armadio in classe – si iniziava a giocare. Pausa per il pranzo e poi fuori sino al pomeriggio tardi. Non lo facevano solo i campioni. Lo facevamo tutti. Il calcio è il migliori modo per fraternizzare tra ragazzini, per sfogare la voglia sfrenata di correre, di emulare le gesta dei grandi campioni.
La Juventus? Uso la risposta che Billy Elliott, il personaggio protagonista dell’omonimo film, pronunciò allorchè gli venne chiesto cosa rappresentasse per lui il ballo: “Quando ballo tutto svanisce, sono elettricità». Quando vedo il bianco e il nero, non capisco più niente. Per me la Juventus è “elettricità”.
Lo sport rappresenta, al pari del lavoro, una delle massime espressioni del valore umano. “Il lavoro nobilità l’uomo”. Lo sport “educa”. Lo sport è agonismo, rispetto per i valori. Lo sport è “rispetto” degli altri. I vincitori devono rispettare i vinti, e viceversa.
Rispetto l’Inter e i suoi tifosi. Non la stimo come società, ma la rispetto, come faccio con tutte le altre. Ne stimo altre, o quantomeno il modo di gestione delle stesse. Mi divertono gli sfottò, rido anche quando prendono in giro la Juve, se questo viene fatto con garbo e ironia.
L'ironia, usando una definizione dello scrittore tedesco Richter, è "la malinconia d'un animo superiore che giunge a divertirsi anche di ciò che lo rattrista". Essere ironici non è facile. Da un comico e professionista come Bertolino è naturale aspettarsi l’ironia, anche quando si discute di argomenti come il calcio. Mi auguro che questa caduta di stile sia stata la più grande della sua vita, e che non la ripeta più. Per chi lo apprezza come persona e come professionista.
E per chi, come me, gli chiede soltanto una cosa: lasci stare quei 39 morti dell’Heysel. Sono i nostri angeli protettori, piangiamo ancora a distanza di anni la loro perdita. Lo faccia per i loro familiari – innanzitutto – e per i tifosi. Tra loro poteva esserci uno di noi. Di qualsiasi fede sportiva. Quella partita, poi, DOVEVA essere giocata. Perché il dramma, nel momento, poteva diventare ancora più grande. E perché l’iniziativa di far ripetere l’incontro e/o di revocare la vittoria alla squadra bianconera doveva essere presa dall’U.E.F.A.
Noi non c’entriamo nulla.

venerdì 28 marzo 2008

Inter: Moratti `Mancini in bilico? Balle`

Milano 27.03.2008 - `Sono tutte balle - sostiene, perdendo in parte il proverbiale aplomb -. Malgrado quello che riportate voi nelle vostre trasmissioni, non c`e` stato nulla: sarebbero tutte cose da smentire, ma non abbiamo piu` la pazienza di farlo`.

Milano 11.03.2008 - L'eliminazione ad opera del Liverpool? Niente, in confronto al colpo di scena che si materializza per l'Inter poco dopo la fine della partita. Roberto Mancini a fine stagione lascerà la panchina dell'Inter."Vi dico una cosa, e la dico in italiano perché tanto agli inglesi non interessa. Questi sono gli ultimi due mesi e mezzo per me sulla panchina dell’Inter, anche se ho quattro anni di contratto".

Milano 28.03.2008 - zebrabianconera10 dalle pagine del suo blog: "Cari tifosi juventini... Cosa ci aspetta di bello oggi ?"

martedì 25 marzo 2008

Il collezionista di esoneri...

ROMA, 25 marzo - Poco più di un'ora. Tanto è durata la deposizione di Zdenek Zeman davanti alla decima sezione penale del tribunale di Roma, presieduta da Luigi Fiasconaro, nell'ambito del processo Gea. Il tecnico boemo si è soffermato sui metodi utilizzati dalla società che si occupava di procure di calciatori e, in particolare, su quelli di Alessandro Moggi, fondatore della Gea e indagato nel processo per associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza. «Ho conosciuto Alessandro Moggi nel 2000, quando ero allenatore del Napoli - ha detto Zeman -. Lui era consulente di mercato della società e fece anche una buona campagna acquisti, anche se si poteva agire meglio e spendere di meno. Il fatto che lui fosse un procuratore evidentemente non incideva sul suo ruolo di consulente di mercato secondo la federazione, perché non ha mai detto nulla. La cosa che mi sorprendeva di Alessandro Moggi è che lui girava per il calciomercato con una lista di suoi giocatori e indicava alle società quali prendere tra questi. Parlando con altri procuratori, come Canovi, Faccini e Palumbo, mi raccontavano dei metodi che utilizzava la Gea per acquisire la procura dei calciatori. E non erano secondo le regole. Nesta passò da Canovi alla Gea per ottenere dei vantaggi». E ancora sui meccanismi di pagamento delle procure: «Mi risulta che la procura venisse pagata direttamente dalle società agli agenti e non dai giocatori - ha concluso -. Anche lo stesso Moggi ha aspettato parecchio per avere i soldi dal Napoli».
(Fonte: Corriere dello Sport.it)
Ma ha ancora il coraggio di parlare di calcio?

lunedì 24 marzo 2008

Torna la vecchia Juve

(Fonte: Sky life)

552 partite. Con la stessa maglia...


552 partite, con la stessa maglia. I numeri racchiudono i miei ricordi. Raccontano vittorie, e purtroppo anche sconfitte. Tanti abbracci, lacrime, a volte sconforto, euforia, sofferenza, rabbia, gioia, orgoglio. La mia passione, sempre, dalla prima volta che ho toccato un pallone. Gran parte della mia vita, insomma.

552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perché ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi.

552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, nella storia della Juventus con Gaetano Scirea. Ecco cosa intendo quando dico che conta il "come". Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell' uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perché questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri.

552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, e ne vado orgoglioso. Mi fermo a guardare chi c’è al mio fianco, la stessa fascia di capitano al braccio. Solo con la Juventus, sempre e solo la nostra Juventus. Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti.

552 partite, sono arrivato fino qui. Eppure continuo a non vedere l’ora che inizi la prossima, quella che devo ancora giocare. Con la stessa maglia.

Alessandro

Inter - Juventus 1-2

Quando decisi di creare questo blog, dopo essermi scelto uno pseudonimo, mi venne in mente di indicare – attraverso una breve frase – quello che sentivo dentro di me in quel momento. Mi vennero in mente due sole parole: “siamo tornati….”.
Ed è quello che abbiamo fatto: siamo veramente tornati.
In due anni abbiamo raccolto i cocci del post-Calciopoli, che ci ha letteralmente affossati: retrocessione (con penalizzazione) in serie B, la partenza di molti campioni, ingenti danni economici, due scudetti persi (uno dei quali regalati all’Inter da un suo ex-consigliere d’amministrazione).
Ma tutto questo non ci ha distrutto, anzi, ci ha rafforzati ancora di più. Premesso che nei processi a suo carico Moggi deve ancora parlare (e lì ci saranno dolori per molti, credetemi… Ma questa è un’altra storia) la Juve, poco alla volta, si è rimessa in sesto: nuovi giocatori, nuova dirigenza, tante – tantissime - incognite. C’erano soltanto due certezze: il carattere e i senatori che avevano deciso – chi volentieri, chi costretto – a rimanere. Lo scrissi nel forum “Juventus Fans” al quale partecipo: l’Inter non ha una cosa che noi abbiamo: il cuore. Con quello abbiamo vinto una partita che – Farina o no – avremmo potuto vincere anche con un punteggio più ampio. Se Mancini si chiede ironicamente cosa deve fare la sua squadra se le assegnano contro un goal in palese fuorigioco, mi viene in mente una risposta semplice: chieda ai giocatori del Catania e ai suoi tifosi. Il giorno successivo quella partita il Corriere dello Sport titolò: “Un campionato da ridere”. Mai visto una cosa simile, neanche nel 1998, allorché la Juventus aveva beneficiato di diversi episodi a proprio favore. Loro in due anni sono riusciti a diventare più antipatici alla gente di quanto abbiamo fatto noi in 110 anni di storia. “Chi di Farina ferisce, di Farina perisce”. Vero Cambiasso?
La verità è un’altra, a mio modo di vedere: sono scoppiati. E rischiano di perdere uno scudetto già vinto. La Juventus, poi, con una rosa costruita male la scorsa estate, con errori compiuti durante l’anno in corso (la partita con l’Empoli ne è una riprova) e con gli arbitri che l’hanno tartassata in tutti i modi, sembra un paradosso ma già da quest’anno avrebbe potuto infastidire le prime della classe anche per lo scudetto. Le profezie di Ranieri si sono avverate: vediamo come arriveremo ad aprile, poi tireremo le somme. Se saremo tra le prime vedremo di approfittarne. Siamo terzi, a sei punti dalla seconda, con un grosso vantaggio: in caso di campionato finito a pari punti, in Champions dalla porta principale ci andiamo noi, grazie agli scontri diretti. Dopo la partita col Cagliari dissi che per me il secondo posto non era una chimera: lo confermo. Anche se – per scaramanzia - ora preferisco non parlarne più. L’unica cosa che mi interessa è una soltanto: la partita col Parma. I 3 punti. Non voglio altro.
Oltre il carattere la Juventus ha potuto ricostruirsi anche grazie ai 5 senatori (più Chiellini) che sono stati – e questo non è un caso – i principali artefici della vittoria di sabato sera. Buffon è stato… Semplicemente Buffon. Lui è l’esempio di come la perfezione umana non esista, ma di come ci sono persone che possono andarci così vicino da farla sembrare vera. Nedved è la “furia ceca”, uno straniero che si è ambientato così bene da rinunciare ai milioni del Chelsea per rimanere a Torino in serie B, con la voglia di tornare a grandi livelli pari a quella di un ragazzino. Trezeguet, dopo le prime titubanze, è diventato il più ambizioso di tutti: non perde occasione per non arrendersi mai ad ottenere i risultati migliori anche quando la classifica dice il contrario di quello che lui afferma. Camoranesi – dopo aver detto in tutte le lingue del mondo che non avrebbe mai voluto giocare con l’Albinoleffe – è diventato un portabandiera della società. Del Piero è “la Juventus”. Nel giorno in cui ha raggiunto Gaetano Scirea nel numero di presenze in maglia bianconera, ha sciorinato una prestazione maiuscola contro l’avversario per antonomasia. Unico neo: il goal non realizzato dopo un contropiede con Trezeguet, con Burdisso unico avversario. A proposito: meno male che Deschamps se n’è andato. Provo un sentimento di affetto smisurato per la persona e per il giocatore che è stato, ma come allenatore lui voleva l’argentino per la Juve. Così come aveva proposto Boumsong. Adieu.
Ora abbiamo anche un Chiellini formato mondiale, uno stadio tutto nostro che costruiremo in qualche anno, un progetto serio alle spalle, una serie di giovani che richiameremo a casa a partire dal prossimo anno (Giovinco, Marchisio, De Ceglie), altri che cresceranno ancora per un po’ in altre squadre (spero in prestito, NON in comproprietà). E qualche grande campione arriverà la prossima estate.
Ora scendiamo in campo più convinti di noi stessi, stiamo tornando a fare paura agli avversari. Non diamo più soltanto fastidio. Cerchiamo di concludere l’anno accumulando più punti possibili, nel futuro prossimo torneremo poi anche a vincere. Divertendoci.
Forza Juve!



INTER-JUVENTUS 1-2 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: Camoranesi (J) al 4', Trezeguet (J) al 18', Maniche (I) al 38' s.t.
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Burdisso, Materazzi, Maxwell; Zanetti, Stankovic, Chivu (37' s.t. Balotelli); Jimenez (7' s.t. Suazo); Ibrahimovic, Cruz (19' s.t. Maniche). (Toldo, Rivas, Solari, Crespo). All. Mancini.
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic, Camoranesi, Sissoko, Nedved (41' s.t. Nocerino); Trezeguet (37' s.t. Iaquinta), Del Piero. (Belardi, Birindelli, Stendardo, Tiago, Palladino). All. Ranieri.
ARBITRO: Farina di Novi Ligure.
NOTE: spettatori 58.000 circa. Ammoniti Molinaro, Cruz, Chivu, Legrottaglie, Burdisso. Recupero 1' p.t., 3' s.t.

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