giovedì 4 settembre 2008

mercoledì 3 settembre 2008

Ecco cosa manca a noi...

A noi manca l'entusiasmo.
Quello che viene sprigionato dalle vittorie, dai momenti nei quali capisci che un progetto sul quale tutto l'ambiente (società, giocatori e tifosi) aveva fiducia è diventato realtà.
In questi giorni ho ripensato agli acquisti principali del Genoa (Diego Milito) e del Milan (Ronaldinho), all'entusiasmo contagioso che è succeduto a queste due operazioni di mercato.
E ho provato un pizzico d'invidia.
Lo confesso, non c'è nulla di male.
Non credo al progetto Milan, apprezzo invece quello del Genoa (augurando loro che Preziosi non combini altri guai come è già capitato nel suo personale passato, non solo rossoblù).
Ma loro adesso hanno entusiasmo, si divertono.
Potranno anche perdere, ma comunque avranno visto qualcosa di bello. L'avranno anche vissuto nella giusta maniera.
Noi tifosi juventini, non per colpa nostra, siamo arrabbiati. Insoddisfatti. Da tempo.
Abbiamo subìto (almeno noi di sicuro, questo nessuno lo potrà negare) delle "botte" mica da ridere. Stiamo provando ad avere fiducia quantomeno nei giocatori, nella speranza che qualcosa di buono accada.
Buffon, Nedved, Trezeguet, Camoranesi, Chiellini, naturalmente Del Piero: su di loro principalmente ci stiamo aggrappando affinchè la Juventus risorga. E torni ad essere quella di un tempo.


Dal sito della Gazzetta:
SOGNO REALIZZATO - Proprio perché l'argentino fu il giocatore più in vista di quel Genoa che nel 2005, battendo il Venezia all'ultima giornata, conquistò la serie A, per poi vedersela negata e dover ricominciare dalla serie C. Adesso la storia si è chiusa, con Milito che può davvero gustarsi la massima serie con la maglia rossoblu. E Preziosi per lui spende parole di miele: "Ho trattato e avuto giocatori importanti, ma questo è il più grande e il miglior investimento: lui era un sogno che abbiamo realizzato. È un modo per chiudere il cerchio con il passato, e io credo così di aver fatto il mio dovere. Diciamo che ci siamo ricompattati, la scacchiera è completa e la partita può iniziare".
FOLLIE - Dal canto suo Milito non si tira indietro, e promette di continuare a segnare, come fece in quell'anno di cui sembrava, quasi, non si potesse più parlare. Ma con lui di nuovo al Genoa le ferite sembrano essersi rimarginate: "Ringrazio il presidente Enrico Preziosi e il figlio Fabrizio per avermi voluto qui: quando andai via tre anni fa dissi arrivederci e non addio perché volevo ritornare, questa è la mia casa. Quanti gol prometto? Spero di farne più di quindici, ma il Genoa è fatto non solo da me, ma di tanti giocatori di valore". Che però, davanti al Principe, un po' scompaiono: emblematico, ieri sera, l'arrivo di Roman, centrocampista uruguaiano, allo Sheraton, dove già tanti tifosi erano in attesa: ignorato completamente. Ma per capire la follia amorosa che ha preso i genoani, forse, può bastare il racconto di un tifoso rossoblu durante la veglia davanti all'albergo: "Io abito a poca distanza da qui, ma questa sera ho accompagnato mia moglie a casa, salutato i figli e gli ho detto che non sarei tornato. Ho preso una stanza qui allo Sheraton: domattina forse faccio colazione con Milito". E questo tifosi sì, che è davvero Mìlitico.

(l'arrivo nella notte di Milito all'hotel Sheraton di Genova)


(le più belle immagini dell'arrivo di Ronaldinho al Milan)


Si pensa spesso che il tifo della Juventus sia sobrio, che l'entusiasmo non sia di casa dalle nostre parti.
Invece non è così.
Il tifoso è uguale ovunque. Diverse sono le cose per le quali si gioisce, ma l'amore per la squadra è lo stesso.
E per scatenare l'emozione della persona-tifoso ci vuole poco: basta saperlo pungolare nella giusta maniera.
La Juventus giocò due partite a San Siro, usandola come casa propria, in occasione della prima volta come Lippi allenatore: 85.000 persone in entrambe le partite.
Andò a Palermo per il ritorno della Supercoppa Europea: stadio esaurito.
E' sempre stato così.
Sia questa che la passata dirigenza non hanno mai fatto nulla di veramente concreto per avvicinare i tifosi: prezzi alle stelle per i non abbonati nelle partite allo stadio, poche iniziative che permettessero a chi non può spendere molti soldi (la stragrande maggioranza delle persone) di stare vicino alla squadra.
Pensavo che - almeno con la nuova società - queste cose potessero cambiare.
Ho appena letto i prezzi per la partita di Champions con lo Zenit: volevo andare a Torino, ci sto ripensando.
Non sempre - tornando ai grandi acquisti - un mercato sontuoso vuol dire vittorie, gioco e risultati.
Però - se la memoria non mi tradisce - l'ultima volta che mi ricordo entusiasta di un giocatore approdato a Torino risale al lontano 1992. Vialli era stato appena comprato dalla Sampdoria.
Dopo i primi due anni difficli, sappiamo tutti come è andata a finire.
Siamo capaci anche noi tifosi juventini di festeggiare qualcosa di importante, se solo ce ne venisse data la possibilità.
Ricordate il famoso scudetto del 2005, il 28°, quando la società decise di affittare un pullmann scoperto e di girare per le vie di Torino?
Ci furono decine di migliaia di persone per la strada, uno spettacolo pazzesco.
Io c'ero.
Vorrei tornarci per lo stesso motivo.


martedì 2 settembre 2008

3 settembre 1989



« Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea, grandissimo calciatore e grandissima persona »
(Enzo Bearzot, ex C.T. della nazionale italiana, 2005)
« Purtroppo non ho potuto conoscere Scirea come persona ma solo come tifoso. L'ho visto sollevare la Coppa del Mondo e anche per questo era un mio mito. In questi anni ho cercato spesso di imitarlo e sono onorato che qualcuno mi paragoni a lui. »
(Alessandro Del Piero, calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana, dopo la intitolazione della "Via Gaetano Scirea" a Torino, 13 maggio 2008)

Gaetano Scirea (Cernusco sul Naviglio, 25 maggio 1953 – Skierniewice, 3 settembre 1989) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano.

Insieme a Franz Beckenbauer e Franco Baresi è considerato il miglior interprete del ruolo di libero. Antesignano del difensore moderno, era dotato di notevole visione di gioco e grande capacità di dettare i tempi del reparto arretrato, cui si sommava l'abilità di trovare spesso la via della rete (32 gol tra campionato e nazionale, cifra ragguardevole per un difensore). Oltre a queste doti tecniche possedeva un fair play fuori del comune, considerando che in tutta la sua carriera professionistica non subì mai un'espulsione.


« E invece nessuno è stato grande come Gaetano, perchè gli altri, compresi i sommi Beckenbauer e Baresi, erano difensori che avanzavano, lui era difensore in difesa, centrocampista vero a centrocampo, attaccante vero in attacco. Era unico. »
(Dall'articolo Un muro, un panino e la storia cominciò. La Gazzetta dello Sport, 3 settembre 1999.)

(wikipedia)

Se penso alla Juventus mi vengono in mente tre parole: STILE, CLASSE e POTENZA. In sintesi: Gaetano Scirea.

lunedì 1 settembre 2008

Il calcio è bello anche per questo...



Ultimi minuti per le trattative della sessione estiva del calciomercato (chiusura prevista per le ore 19.00). Ecco cosa è accaduto al Genoa durante le fasi finali dell'acquisto del forte attaccante argentino:

18.57: i dirigenti del Genoa stanno depositando il contratto di Diego Milito, la società rossoblù sta arrivando al fotofinish. Addirittura un dirigente del Genoa, pur di fare in tempo, avrebbe "lanciato" il foglio con il contratto dalla porta.

19.26: Minuti decisivi per il futuro di Diego Milito al Genoa. La trattativa ha avuto una svolta proprio al fotofinish, con l'agente fifa Federico Pastorello che ha letteralmente lanciato il fax del Real Saragozza al di là della porta della Lega ormai chiusa da qualche minuto. Le ultime indiscrezioni parlano di una trattativa destinata a fallire, ma i colpi di scena sembrano non abbandonare questa giornata di chiusura del calciomercato.

19.32: UFFICIALE: Accettato il contratto, Milito è del Genoa.
Giallo risolto, Diego Milito è un giocatore del Genoa. Pare infatti che il fax lanciato da Federico Pastorello all'interno del box della Lega Calcio fosse solo un'integrazione di un accordo invece già trovato pochi minuti prima. Colpi di scena infiniti, ma il lieto fine è arrivato, per la gioia dei tifosi rossoblu.

Una volta questi "numeri" li facevano anche Boniperti, Moggi e altri grandi direttori sportivi.

Noi ora abbiamo un Presidente che si fa chiudere in bagno da un calciatore che non riusciamo a mandare via neanche a sparargli.

Bah...

domenica 31 agosto 2008

Ditemi che è uno scherzo...



Il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli conferma: Tiago lo avrebbe chiuso in un bagno. Ai microfoni di Sky esce tutta la verita' sul caso legato al giocatore che ha rifiutato il trasferimento in Inghilterra: 'Ranieri, com'e' giusto, considera Tiago facente parte del nostro organico. Poi, domani, credo che succedera' di tutto in tutto il calcio italiano. Magari, a mezzanotte, Tiago avra' trovato un'atra collocazione. La storia del bagno e' un pettegolezzo nato da una confidenza che avevo fatto a una persona che credevo fosse un amico. Comunque, e' stato Del Piero che ha risposto ai miei pugni di soccorso ed e' vero che mi ha detto che avrebbe potuto sfondare la porta... Gli ho risposto che era meglio lo facesse qualcun altro. Le sue spalle era meglio tenerle per la Fiorentina'.
(Il Tempo.it)

Un'altra volta...



26 ottobre 1996: Roma-Juventus 1-1. Al goal di Padovano (15 minuto del 2° tempo), rispose Del Vecchio, al 48°.
Uscii dal locale nel quale avevo visto la partita con la stessa sensazione di stasera, dopo aver visto Fiorentina-Juventus.
Non mi ritengo così competente da bocciare la squadra alla 1a giornata: è vero che l'anima del tifoso mi fa essere ottimista sino alla fine, ma è altrettanto vero che se mi dovessi preoccupare per quello che ho visto stasera, non so cosa dovrebbero pensare allora gli stessi tifosi viola, quelli della Roma o quelli del Milan. Bello avere Ronaldinho, vedere doppi passi sino ad avere mal di testa. Poi però vince il Bologna di Di Vaio e Valiani... Per farlo giocare in una squadra che non perda i suoi equilibri Ancelotti dovrà fare i salti mortali.
La stessa Inter (che, al momento, considero ancora la favorita) seppur alla prima giornata non ha dato una grande dimostrazione di forza.
Se ripenso però ai primi 60 minuti giocati contro la Roma nella finale di Supercoppa Italiana, beh, al momento la vedo un gradino sopra le altre. Ma sarà dura anche per loro...
A partire dallo scorso campionato il valore tecnico globale di tutte le squadre si è alzato di parecchio, molte di loro sono composte da giovani interessanti (che prima o poi esploderanno) o da campioni in cerca di rivincite.
Come Gilardino...
La rabbia per una vittoria persa negli ultimi minuti è difficile da reprimere, però bisogna ricordare che non si trattava di una partita secca, "dentro" o "fuori". Siamo alla 1a giornata del campionato, abbiamo giocato in uno dei campi in assoluto più difficili (soprattutto per noi) con personalità. Avremmo meritato la vittoria. Ne otterremo - più avanti - quando magari non lo avremmo meritato. Accade sempre così.
Del Piero e Amauri hanno giocato bene presi singolarmente, ma sono completamente senza intesa. Camoranesi, Marchisio, Nedved, Legrottaglie e Poulsen sono stati molto bravi. Gli altri sono andati abbastanza bene. Buffon non ha alcuna colpa sul goal, è stato comunque eccezionale, durante il secondo tempo, quando ha posizionato la barriera - durante una punizione di Vargas - "al contrario": voleva vedre il giocatore in faccia e il tiro sin dal primo momento. Unico...
Ora ci sarà la sosta per la Nazionale, poi si riprenderà con l'Udinese.
Con Sissoko.
In attesa di Cristiano Zanetti.
Poi sarà la volta di Chiellini.
Scusate se è poco...


FIORENTINA-JUVENTUS 1-1 (primo tempo 0-1)
MARCATORI: Nedved (J) al 39' p.t.; Gilardino (F) al 44' s.t.
FIORENTINA (4-3-3): Frey; Zauri, Gamberini, Kroldrup, Vargas; Almiron (9' s.t. Jovetic), Felipe Melo, Donadel (34' s.t. Kuzmanovic); Santana, Gilardino, Osvaldo (18' s.t. Pazzini). (Storari, Dainelli, Pasqual, Gobbi). All. Prandelli.
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Grygera, Legrottaglie, Mellberg, Molinaro (29' s.t. De Ceglie); Camoranesi (43' s.t. Iaquinta), Marchisio, Poulsen, Nedved; Amauri, Del Piero. (Manninger, Knezevic, Salihamidzic, Tiago, Giovinco). All. Ranieri.
ARBITRO: Morganti.
NOTE: spettatori 40.560, incasso 972.634 euro. Espulso Felipe Melo al 38' s.t. Ammoniti Grygera, Nedved, Camoranesi, Legrottaglie. Recupero: 1' p.t. e 5' s.t.

Le regole della casa bianconera




Sfogliando le pagine della Gazzetta Sportiva, stamane, ho trovato questo bellissimo articolo dello scrittore Sandro Veronesi, noto tifoso juventino.
Non avendo trovato la pubblicazione su internet, l'ho semplicemente copiato riga per riga. Ogni eventuale errore ortografico è sicuramente da attribuire a me.
Rappresenta esattamente quello che è il mio attuale pensiero da tifoso:


E così, tornando tra le 32 della Champions League, e per di più ritrovando subito la vecchia sfida col Real Madrid, la Juventus è “tornata a casa”. Contestualmente, si torna a parlare di Juve anche nei pronostici per la vittoria in campionato, e società e allenatore non si nascondono, accettano la sfida. Bene. Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com’è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo gruppo di passione e forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus, la sua storia, la sua tradizione.

Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria. In questa casa approdano per la prima volta nuovi dirigenti, nuovi giocatori e un tecnico di valore che – bisogna essere molto chiari – l’anno scorso non ha allenato la Juventus, ma una simpatica neopromossa che aveva come obiettivo la qualificazione ai preliminari di Champions League: a costoro, sempre da vecchio tifoso, rivolgo un umile benvenuto, con la speranza che sappiano adattarsi in fretta alla pressione fortissima che pulsa in questa nostra casa. Perché qui non sono concepiti campionati tranquilli. In questa casa non si può praticamente sbagliare: Van der Saar, portiere di valore, ha sbagliato ed è stato sostituito dal numero 1 del mondo; Ancelotti ha avuto la sfortuna di arrivare due volte secondo, ed è stato sostituito con l’allenatore più vincente del mondo.

E’ dura la vita, in questa nostra casa, se si vuole la pace non è qui che bisogna stare. Se sei secondo, la terra comincia a bruciare. Se sei terzo, a franare. Se sei quarto si apre una voragine e t’inghiotte. Quindi non è nemmeno concepito di arrivare. Queste sono le regole della nostra casa, si può solo vincere, o lottare per vincere: chi si accontenta è pregato di andare a godere da un’altra parte, e la Fiorentina va battuta sempre, all’andata e al ritorno, possibilmente con Zeffirelli che protesta.

venerdì 29 agosto 2008

giovedì 28 agosto 2008

Va bene così



Il sorteggio della prima fase della Champions League tenuto oggi a Montecarlo ha inserito Juventus e Fiorentina in gironi ostici, regalando impegni più abbordabili ad Inter e Roma.
La Juventus, al ritorno nella massima competizione, giocherà nel Gruppo H con i campioni di Spagna del Real Madrid, i temibili russi dello Zenit San Pietroburgo (vincitori della Coppa Uefa) ed i bielorussi del Bate Borisov.
La Fiorentina è stata invece inserita nel Gruppo F con i sette volte campioni di Francia del Lione, i romeni della Steaua Bucarest i campioni di Germania del Bayern Monaco. Per i viola sarà quindi un faccia a faccia con il loro recente passato, ovvero quel Luca Toni che tante gioie ha regalato ai tifosi della Fiorentina.
I campioni d’Italia dell’Inter guidano invece il Gruppo B, che sulla carta non dovrebbe presentare problemi visto l’abbinamento ai tedeschi del Werder Brema, i greci del Panathinaikos ed i ciprioti dell’Anorthosis Famagosta, ieri artefici della sorprendente eliminazione dei greci dell’Olympiakos nel terzo turno preliminare.
La Roma è stata invece inclusa nel Gruppo A con il Chelsea, vice campione d’Europa e d’Inghilterra, i francesi del Bordeaux ed i campioni di Romania del Cluj. Il Manchester United, campione d’Europa in carica, giocherà nel Gruppo E con gli spagnoli del Villarreal, gli scozzesi del Celtic Glasgow ed i danesi dell’Aalborg. Più che abbordabili gli impegni di Barcellona (Gruppo C, con Sporting Lisbona, Basilea e Shakhtar Donetsk) ed Arsenal (Gruppo G con Porto, Fenerbahce e Dinamo Kiev). Il girone più insidioso è probabilmente il Gruppo D, che comprende gli inglesi del Liverpool, gli olandesi del PSV Eindhoven e gli spagnoli dell’Atletico Madrid. La fase a gironi prenderà il via il 16 agosto. La finale è in programma a Roma il 27 maggio del prossimo anno.
(La Stampa)

Bene così.
Il girone obiettivamente non è facile, ma sono convinto che riusciremo a passare la prima fase.
Poi - paradossalmente - i problemi potrebbero averli gli altri nel doverci incontrare.
Dopo i due anni appena trascorsi tra mille problemi e altrettante difficoltà, è giusto essere ambiziosi, ma anche realisti.
Il fatto di puntare alla vittoria sapendo che difficilmente l'otterremo, potrebbe rappresentare una spinta ulteriore verso traguardi (al momento) impensabili.
Rispetto di tutti. Paura di nessuno.
Sino a quando non ci "sbatteranno" fuori dalla competizione, io ci crederò.
Quella coppa la desidero con tutte le mie forze.

martedì 26 agosto 2008

Quant'è bravo Marchisio...




Terminati i preliminari siamo di nuovo in Champions League.
Dopo due anni fuori dal grande calcio, adesso siamo davvero tornati.
La rosa è quasi completa per affrontare con ambizione tutti gli impegni che - si spera - ci aspetteranno i prossimi mesi. Quel "quasi" è ancora legato, a mio modo di vedere, ad un esterno difensivo e ad un centrocampista centrale, che andrebbero a completare la squadra.
Gli innesti (se mai ci saranno) dovranno comunque essere di qualità: alla Juve non si prende gente tanto per far numero.
Per un anno tutti i tifosi chiedevano il rientro dei tre giovani dati in prestito (o in comproprietà) per maturare: Giovinco, De Ceglie e Marchisio.
L'ultimo di questi - Marchisio, appunto - ha dimostrato stasera di essere cresciuto tantissimo rispetto a quanto avevamo già potuto ammirare due anni fa, durante la nostra permanenza in serie B.
Questo è forte, ma veramente tanto forte. Aspettiamo gli altri due.
Ci sono squadre che riciclano grandi campioni, che giocano in coppa U.E.F.A., che perdono l'unico vero obiettivo che avevano (Amauri) fregandoci un mediano (Flamini), e che dicono di puntare allo scudetto. Non vedo allora perchè non dovremmo farlo anche noi.
Il campo - come al solito - non mentirà.
Si inizierà da Firenze.
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