venerdì 29 febbraio 2008

Palladino ha rinnovato sino al 2011

“Il talento sprecato. Non c’è nulla di peggio del talento sprecato”. La prima volta che vidi il film di Robert Niro “Bronx” (in assoluto il mio preferito) rimasi colpito da questa frase. L’attore – nell’occasione anche regista – interpretava la figura del padre di un ragazzo cresciuto nel Bronx. Calogero, questo era il nome del giovane, stava crescendo con due scuole di vita: quella familiare (che gli veniva tramandata dal padre) e quella della strada (che gli derivava dalla vicinanza con Sonny, il boss del quartiere, interpretato da un magistrale Chazz Palmentieri. Per evitare che il figlio finisse con il perdersi per strada, il padre cercava di calcare la mano su questo concetto: “Non c’è nulla di peggio del talento sprecato. Non serve a nulla se lo hai ma non lo utilizzi”. Cercai di far miei questi concetti, e mi convinsi che anch’io, nel mio piccolo, non dovessi dimenticare questi concetti basilari e fondamentali. Che poi sono quelli che – in altre parole – anche mio padre mi ha sempre insegnato. Quando vedo Palladino penso a questo: un talento che rischia di essere sprecato. Nel corso di un’intervista durante l’ultima convocazione in nazionale ha detto cose che – personalmente – mi hanno lasciato una brutta sensazione: quella di un ragazzo che non ha voglia di sacrificarsi. Il senso era più o meno questo: non mi trovo bene sulla fascia, mi sfianco a rincorrere gli avversari quando loro sono in possesso di palla, io sono un attaccante. Bene. Allora rinfresco la memoria al signor Palladino e chiarisco subito un concetto: lui, attualmente, non è il vice-Nedved come ruolo, come caratteristiche tecnico-tattiche. Lui viene visto da Ranieri come vice-Nedved solo perché, quando il ceco non gioca, pur di dargli spazio il mister lo fa giocare sulla fascia sinistra (a volte anche in quella destra) per dare a lui la possibilità di maturare partita dopo partita, per acquisire sicurezza, per farsi un’esperienza che anche in futuro gli tornerà utile, per permettere alla Juve di avere fantasia e freschezza atletica sulle fasce anche in assenza di Nedved, cercando di tenere sempre in allarme le difese avversarie. Palladino viene visto (o almeno, veniva visto) come il vice-Del Piero. La società, la squadra, i tifosi hanno bisogno di un dopo-Del Piero, di un giocatore che in campo e fuori sarà in grado di colmare quel vuoto pazzesco che si creerà quando Alex terminerà la sua carriera agonistica. Lo scorso anno tutti credevano fortemente in lui: ora, dopo qualche capriccio e diverse partite anonime, queste certezze iniziano – forse – a scricchiolare un po’. Del Piero, nel ruolo in cui Palladino viene occupato attualmente, ha giocato per ben due anni: nel 1994-1995 e nel 1995-1996. Risultato: 1 scudetto, 1 Coppa Italia, 1 Champions League, 1 Supercoppa Italiana, 1 finale di coppa U.E.F.A persa col Parma. Mai una polemica, mai una discussione. Tanto, tantissimo SACRIFICIO a rincorrere gli avversari: si alternava con Ravaneli e Vialli nel ruolo di terzino sinistro, più che di centrocampista laterale. Poi, e soltanto successivamente, iniziò a giocare da seconda punta. Accadde il terzo anno di Lippi, quando, allorché alla Juve arrivò un certo Zidane, il bel Marcello si rese conto che una squadra col francese, Alex e due punte era troppo sbilanciata. Si passò quindi ad uno schema con Zizou dietro le due punte: Del Piero e Boksic. E prese forma una delle Juventus più forti che io mi ricordi. Ma Del Piero, a giocare in attacco, arrivò solo dopo tanto SACRIFICIO. Oltre ad avere una tecnica molto superiore a quella di Palladino, Alex ha una concezione del lavoro diversa da quella del giovane napoletano. Noi tifosi e spettatori siamo abituati ad ammirare le imprese di grandi sportivi dimenticando, spesso e volentieri, che queste altro non rappresentano che la “punta di un iceberg” di una serie interminabile di SACRIFICI compiuti da questi atleti giorno dopo giorno, in momenti non immortalati dalle telecamere, dei quali noi non abbiamo alcuna notizia certa: abbiamo soltanto visione dei risultati finali. Schumacher è stato uno dei più grandi piloti di Formula 1 mai visti, forse il più forte: dietro i suoi successi ci sono anni di duro lavoro e di SACRIFICIO dei quali, televisivamente parlando, non c’è alcuna traccia. Lui ha unito la tecnica, la classe divina che il buon Dio gli ha donato a tanto, tantissimo lavoro compiuto per migliorarsi. E come lui hanno fatto Valentino Rossi nel motociclismo, Jury Chechi nella ginnastica, Carl Lewis nell’atletica e così via. Nel calcio il concetto è lo stesso. Nella storia di questo meraviglioso sport è esistita soltanto un’eccezione: Diego Armando Maradona. Lui era talmente dotato di tecnica da essere al di fuori di tutto: atleti come lui ne nascono uno ogni 150 anni. Grazie Dio per avermelo fatto godere tutto in diretta. L’unica volta che – in tanti anni di professionismo - si era allenato con serietà è stato in occasione dei mondiali giocati in Messico nel 1986, e vinti dall’Argentina. Anzi, da Maradona. Quella è stata l’unica competizione dove un giocatore da solo ha praticamene portato a casa la competizione più importante: per chi se lo fosse scordato allego a questo post un video come promemoria. Unico.
Palladino deve capire che senza spirito di sacrificio non andrà da nessuna parte: se alla tecnica non aggiungerà questo, allora continuerà a giocare partite anonime con qualche isolato spunto di classe. I campioni veri tengono sempre in allerta gli avversari per tutti i 90 minuti, sono sempre pronti a piazzare il colpo decisivo. Sono sempre decisivi. Alla Juventus il prossimo anno tornerà Giovinco: a mio modesto parere lui sarà il futuro fuoriclasse e la futura bandiera della società. A Palladino, se non cambierà rotta, non rimarrà che accasarsi altrove. Personalmente mi auguro un futuro nel quale – senza alterare gli equilibri della squadra – entrambi trovino il modo di giocare e coesistere. Se devo essere sincero, però, penso che la prossima estate Palladino verrà ceduto per arrivare ad un fuoriclasse. La mia speranza, nel frattempo, è che si impegni al massimo per il suo bene e per quello della Juventus.



1 commento:

marco99 ha detto...

Per me il capitolo palladino è dolente, l'ho sempre difeso ( forse troppo ), in alcuni forum mi sono preso pure degli insulti all'epoca della serie B.
Certo per ora non va, è inutile girarci intorno. Certo che se vuole giocare da punta con la Juve avrà probabilmente vita breve.
Sono convinto pure io che la futura bandiera della juve, nonchè erede naturale di DelPiero sarà Sebastian Giovinco..

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