lunedì 19 maggio 2008

Inter campione d'Italia

Gli scudetti si vincono sul campo.
L’Inter ha appena vinto lo scudetto del campionato 2007-08, mi preme - da subito – fare i complimenti per il risultato appena conseguito alla società nerazzurra.
In contrordine rispetto allo sterminato popolo di juventini mi inchino di fronte al risultato che – sul campo – ha dimostrato chi era – quest’anno – la squadra più forte. Il campo non mente mai. Come i tifosi interisti incassano le mie congratulazioni, allo stesso tempo non devono mettere in dubbio quanto accaduto durante le stagioni del 5 maggio e/o quella del 1998. E di tutte le altre annate dove l’Inter non ha ottenuto risultati.
Beh… E’ normale… Il discorso è chiaro: tifosi di tutte le squadre… Mettiamoci d’accordo… Perché non si può tifare per la Juve e mettere in dubbio quanto ottenuto dall’Inter in questa stagione, così come – viceversa – non ci si può attaccare a qualche intercettazione telefonica e ad un processo sportivo comico per giustificare anni di evidenti errori tecnici sul mercato (nonostante lo sperpero di cifre folli sul mercato) e gestionali che poi si sono riversati sul campo. Con i risultati che già conosciamo.
In questo finale di campionato – come ho già ampiamente dimostrato inserendo nel mio blog un gufo vestito con la maglia bianconera – ho finito per tifare Roma. Non tanto per simpatia (era una bella guerra, in verità…) quanto perché personalmente la ritenevo più meritevole di vincere questo scudetto. A mio modesto parere questo campionato è stato pesantemente condizionato da errori arbitrali che hanno finito con avvantaggiare una squadra che – indubbiamente – non aveva necessità di questi aiuti.
Non ho notato grosse differenze tra il campionato prima citato del 1998 (quello culminato con il famoso scontro Iuliano-Ronaldo) e quello attuale appena conquistato dalla società nerazzurra. Due – comunque - sono le principali disuguaglianze: l’atteggiamento della stampa (in questo campionato l’Inter è stata criticata aspramente dai mass-media, forse più di quanto accadde a noi) e la mancanza di una interpellanza parlamentare. Nel 1998 si parlò del rigore negato all’Inter al Delle Alpi addirittura in Parlamento (segno di un paese che – di lì a qualche anno – avrebbe iniziato il suo lento e inesorabile declino… Ci saranno state cose più importanti di cui discutere?). Anche in questo, l’Inter, ci è andata comunque vicino: penultima giornata di questo campionato, 10 minuti al termine della partita col Siena… L’arbitro “si inventa un calcio di rigore per l’Inter” (frase scritta da un giornalista della “Gazzetta dello sport” nel giudizio sull’operato dell’arbitro). I tifosi nerazzurri devono gioire del fatto che Materazzi abbia sbagliato quel penalty: in caso contrario… Apriti cielo…
Il calcio purtroppo, ha richiamato a sé interessi troppo elevati: quando girano troppi soldi, in qualsiasi ambiente, inevitabilmente qualcosa di poco chiaro inizia a verificarsi.
Adoro il calcio, “vivo di calcio”, ho creato un blog dedicandolo alla squadra che amo per sfogare tutta questa mia passione. Vedo solo quello che accade sul campo, le manfrine che succedono fuori le noto, ma cerco di far finta di niente. Altrimenti è finita. Mi auguro che – col tempo – si creino sistemi per controlli più trasparenti su tutti gli aspetti poco chiari di questo sport: il doping, gli arbitraggi, le manovre “politiche” di un Palazzo immaginario, ma comunque influente non poco ai fini dei risultati finali. L’etica sportiva di cui si sono dotate la Juventus e la Fiorentina (per quanto possa notarle un tifoso come me) mi auguro siano da esempio anche per altre società, nelle quali vedo ancora tutte le persone e gli atteggiamenti da “prima Repubblica”.
Il calcio lo vivo con passione e – come ho già detto tempo fa – con ironia. Mi piace prendermela con l’Inter perché è il mio bersaglio preferito, mi aiuta a scaricarmi da una giornata storta, mi fa sorridere anche nei momenti più difficili. Quando eravamo in serie B tutti la criticavano per aver preso uno scudetto a tavolino, poi ne hanno vinto uno senza avversari. Ora che finalmente hanno vinto sul campo tutti la criticano parlando di campionato falsato. Sono unici.
Anni fa – quando la Lazio e la Roma vinsero due campionati dopo un testa a testa (in entrambi i casi con noi) – predissi con gli amici che si sarebbe trattato di una gioia non duratura, rifacendomi a quanto scritto in un articolo bellissimo pubblicato in prima pagina su Tuttosport, nel senso che quelle società stavano vivendo al di sopra delle loro possibilità. In Italia – più che in altri paesi - la politica cerca di interferire sempre, in maniera pesante, con il mondo del pallone: è un malcostume tipicamente nostrano. Solo 3 società – storicamente – sono rimaste ai massimi livelli dall’inizio, anche dopo periodi bui (naturali): Juventus, Milan e Inter. Facendoci caso, nell’albo d’oro non esistono filotti di scudetti di altre squadre a testimoniare il contrario. L’unica eccezione è rappresentata dal Grande Torino. Per rimanere ai vertici non bastano i soldi, bisogna essere costanti nel tempo e garantire una “presenza” a livello di proprietà che serva da garante anche nei momenti negativi. La Lazio e la Roma spendevano cifre impressionanti sia per gli acquisti che per gli ingaggi, mentre Milan e Juve si muovevano – negli stessi anni - in maniera più oculata. Un motivo ci doveva essere. L’Inter – da molti anni a questa parte – sta spendendo cifre esorbitanti. Mi spiace dirlo, anche perché mi priverei di un divertimento personale, ma questo la porterà alla rovina. Anche in questo caso, così come è accaduto con Roma e Lazio, tra qualche tempo la società nerazzurra passerà dei momenti molto difficili. La sua fortuna sarà che – chiamandosi Inter e avendo comunque una storia importante alle spalle – ci sarà sempre un nuovo Moratti a salvarla. Perché dico questo? Perché – da sportivo - guardo la realtà e vedo una società gestita da un petroliere ultramilionario che ha un passivo che oscilla, ogni anno, tra i 200 e i 300 milioni di euro. In pratica: 400 e 600 miliardi delle vecchie lire. Iniziamo a porci delle domande: se uno ha i soldi che gli fuoriescono dalle orecchie, perché lascia un debito enorme come questo sulle spalle della propria società? Ma siamo proprio sicuri che abbia la possibilità di ripianarlo? Qualche anno fa Moratti ha compiuto un’operazione economica che definirla porcata è farle un complimento: vendere il proprio marchio. Perché? Perché non si hanno i soldi per pagare i debiti. Se ne ho per 200 milioni li ripiano vendendo – a me stesso – il mio marchio per la stessa cifra, dilazionando i pagamenti in 20 anni. Quindi? Quindi ripiano il debito, ho un costo di 10 milioni di euro a stagione, e posso spendere quanto mi pare sul mercato ed in ingaggi. Per modo di dire… Perché se non riesco a gestire le spese future mi ritroverò, poi, di lì a poco, nella stessa situazione. Uno che non ha problemi di soldi queste idee non le prende neanche in considerazione. Ma pochi ragionano in questa maniera su questi argomenti. Si lasciano trascinare dal tifo cieco e non vedono le cose più elementari. Quando ai telegiornali si parla di un Moratti tranquillo che ripiana i debiti, poi si pensa che da 300 milioni di euro si passi direttamente a 5, 10, 30 milioni. No, si passa a 200.
Anche il Milan non se la passa benissimo: Berlusconi stacca puntualmente alla fine di ogni stagione assegni milionari per coprire i deficit di bilancio. Attorno alle sue manovre di mercato, poi, ci sono movimenti strani dei quali nessuno parla, soprattutto con le società spagnole (Barcellona e Real Madrid). Mi spiego meglio: perché un’estate il Milan corteggia fino allo sfinimento Rivaldo, non riesce a comprarlo, e poi lo prende gratis l’anno successivo? Perché non riesce ad acquistare Ronaldo e poi quasi glielo regalano dopo poco tempo? Perché ha un consulente di mercato per la Spagna? Perché cerca con tutta questa insistenza Ronaldinho anche se ora non sta giocando? Lo vorrebbe mica alle stesse condizioni? Perché si muove in questo modo? E soprattutto in Spagna? Perché nessuno ne parla?
Tornando alla mia preferita… Come mai l’Inter riesce sempre ad iscriversi al campionato pur non avendo MAI i parametri per farlo? Perché SPENDE, e gli viene permesso di fare tutto quello che vuole. Perché se Moratti dovesse veramente mettere soldi nel bilancio e non sul calciomercato gli altri presidenti non avrebbero euro da investire. Moratti e le società straniere negli ultimi anni hanno finanziato le operazioni di mercato di quasi tutte le squadre italiane (Juve e Milan comprese). E’ un cane che si morde la coda.
Poi la ruota girerà, a “comandare il calcio” e ad imporre le regole potrebbero essere altre persone e/o altre società, che finirebbero con l’imporre criteri più severi e/o trasparenti. E cosa succederà? Chiedete a Cragnotti, Cecchi Gori, Tanzi, Mantovani (figlio), Gaucci e via dicendo… Capisco il tifoso interista che gioisce per questa vittoria, al di là di tutto sono tifoso anch’io, ma finirà. Non è un augurio (finirei col perdermi il divertimento più grande) ma una constatazione. Vedremo.
Nel frattempo – ribadisco – faccio i complimenti all’Inter per questo suo 15° scudetto.
Noi siamo a 29. Vinti sul campo.



(vignette by Bonarober)

2 commenti:

marco99 ha detto...

Hai fatto una bellissima analisi con la quale sono d'accordo, certo credo sia arduo, leggi impossibile, pensare di dialogare civilmente con gli interisti.
Alcuni con cui litigo nella rete non ci riconoscono nemmeno la seconda stella.
Dall'estate del 2006 ho smesso di essere un signore con certa gente.
Per la parte economica invece sottoscrivo tutto.
ciao..

zebrabianconera10 ha detto...

Grazie del commento e dei complimenti!
Mi diverto ad utilizzare questo mio blog per esternare i miei pensieri, le mie idee, le mie emozioni. Anche se a volte questo comporta andare contro-corrente.
Un abbraccio!
Ciao!!!

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