venerdì 2 maggio 2008

Un esempio di sportività


Questa mattina, durante una pausa di lavoro, mentre scorrevo i titoli sul sito del quotidiano torinese La Stampa, ne ho notato uno che mi incuriosiva particolarmente: "Vorrei essere della Juve". Ho letto il post di un blog a cui rimandava la notizia in questione, e ne sono rimasto piacevolmente colpito, tanto da decidere di copiarlo integralmente, avvisando dopo via mail il proprietario del blog di quanto fatto. Si tratta di uno sfogo di un tifoso granata.

Ecco il testo:

Non mi era mai successo, non mi sto a domandare se sia un bene o un male, si sta parlando ovviamente di un gioco, ma oggi vorrei essere della Juve. Essendo di fede granata, la Juventus non mi e' mai stata estremamente simpatica e non solo perche' faceva parte dell'altra sponda cittadina, ma per quello che intrinsecamente rappresentava: il potere, la ricchezza e talvolta, permettetemi di dire, una certa arroganza e non solo calcistica. Il Toro invece era l'altra squadra, era la contrapposizione, la sfiga, il doversi sempre guadagnare tutto e fino in fondo. Ecco perche' mi aveva affascinato la maglia granata! Ma i tempi cambiano e oggi, piu' che mai, vedo nella Juve le caratteristiche che erano un tempo del "mio" Toro. La "Vecchia signora" ha pagato il suo debito finendo in serie B e, per onesta', mi pare che talvolta continui a pagarlo con arbitraggi non imparziali: adesso, anche chi indossa la casacca bianconera sa cosa vuol dire lottare, di tanto in tanto, contro dodici avversari. Pertanto, anche i "gobbi" hanno imparato a soffrire e lo si vede dalla loro grinta, dalla voglia di vincere: sempre e comunque, e contro chiunque. Bisogna dire che la Juve, oltre ad avere ottimi giocatori, ha anche, a mio modo di vedere, un bravo allenatore che ha saputo creare un bel gruppo ed un gioco efficace. Tuttavia mi sembra di cogliere in quegli atleti una volonta' che era l'essenza dell'altra squadra, di quella societa' "operaia" che ha fatto inorgoglire per molti anni chi aveva poco di cui gioire. Il Toro di oggi, aldila' dell'aspetto tecnico, non ha piu' niente a che vedere con il mito del "tremendismo granata". Mi sembra una squadra di snob, nel vero senso della parola, ossia un gruppo di persone che imitano i modi ed il modo di vivere di classi superiori, atteggiandosi in maniera raffinata e altezzosa, senza pero' averne le doti e le possibilita'. Eh si', perche' non mancano soltanto i piedi buoni, credo che manchi soprattutto la testa. Ho il timore che il Torino finira' nuovamente in serie B e questa volta senza il bisogno d'imprecare contro la malasorte, gli arbitraggi sfavorevoli o chissa' cos'altro. Il merito dell'impresa sara' prevalentemente di coloro che per l'intero campionato sono scesi in campo: uomini che, immagino, pensino esclusivamente a fare quattrini, alle auto di lusso e alle belle figliole. Questo non e' il Toro che mi piace. Preferirei dei giovani che ogni domenica scendessero in campo per dare il massimo, anche se in seguito volerebbero per lidi migliori, andando a giocare in squadre piu' potenti e facoltose. Però, in tal caso, si vedrebbe della freschezza, della volonta' e, lasciatemelo dire, forse piu' onesta' professionale. E non avrebbe importanza se la determinazione fosse dettata esclusivamente dalla loro voglia di emergere, perche' sarebbe comunque fondamentale ad un Toro che e' solo fonte di noia.


Si tratta di una critica ovvia al Torino, ai suoi giocatori e alla sua società. Ma anche di un elogio alla Juve. Ed è stato, questo, nelle parole e nel modo di esposizione un gesto che ho apprezzato moltissimo. Un gesto di un vero sportivo.

Grazie da parte di un "gobbo".

2 commenti:

Antonio Cracas ha detto...

Un caro saluto.
Antonio

zebrabianconera10 ha detto...

Grazie di cuore per la risposta

zebrabianconera10 zebrabianconera10 Se vuoi scambiare il banner contattami, ti invierò volentieri il codice via mail
SCAMBIO BANNER
BubbleShare: Share photos - Delicious Christmas Recipes.