martedì 12 agosto 2008

Forse non tutti sanno che...


Prendendo spunto da "La Settimana Enigmistica" (il famoso periodico enigmistico italiano) e dalla raccolta di notizie curiose o insolite in essa contenuta ("Forse non tutti sanno che... "), inizio questa mia personalissima serie di post così etichettati per spiegare (e imparare, per la maggior parte delle occasioni) le origini di alcune cose, eventi o fatti calcistici divenuti di linguaggio ormai comune, dei quali molte volte se ne ignora la vera nascita. Raccoglierò notizie via internet, citandone la fonte quando possibile.
Parto dalle più semplice: "Perchè ci chiamano gobbi?".


Perchè ci chiamano "GOBBI"?

L'epiteto «gobba» riferito alla Juventus Football Club e di «gobbi» ascritto sia ai giocatori che ai molti tifosi di quella squadra ha origine incerta. Taluni affermano esserne la causa una certa via dei Gobbi o un quartiere chiamato popolarmente Gobbi dove, in un campo di stenta e spelacchiata erba, si allenava la Juve negli anni Venti, prima che la famiglia Agnelli la rilevasse facendone un gioiello di famiglia. Altri vogliono che il piemontese goeba oltre che gobba stia ad indicare, nella parlata locale, la zebra. La maglia zebrata fu adottata dalla Juventus nel 1903: anteriormente a quella data era rosa e siccome lavaggio dopo lavaggio il rosa scoloriva, i soci del club, studenti del liceo Massimo d'Azeglio di Torino, chiesero a un loro compagno inglese che abitualmente trascorreva in patria le vacanze estive, di ritornarne con una dotazione di maglie dai colori più resistenti. Egli scelse quelle del Notts County, squadra della sua città, a strisce verticali bianche e nere. Altra versione è quella legata al grande Torino pre Superga: siccome surclassava senza sosta la Juventus, piegandola a suon di gol nei confronti diretti, si cominciò a dire che a forza di inchinarsi davanti alla prevalenza granata i giocatori juventini avevano messo su la gobba. Infine l'ultima variante, quella più accreditata: pare che negli anni Cinquanta la squadra indossasse non esattamente delle magliette, ma una sorta di casacca, larga e di forte tela. Nel correre sul campo la casacca, che aveva sul petto una apertura tenuta da dei lacci (stile anglosassone), si riempiva d'aria generando un effetto-paracadute. In pratica creava un rigonfio nella parte posteriore dando l'impressione che i giocatori avessero, ecco che ci siamo, la goeba, la gobba. Ciò consentì ai sostenitori del Torino di dar vita all'epiteto che presto dilagò fuori dalla cerchia della tifoseria diventando d'uso comune per quanti mangiano pane e calcio.
(Giuseppe Giacomelli)

3 commenti:

marco99 ha detto...

Bella iniziativa questa che hai intrapreso :)
Cmq bisogna che mi procuro il libro di marcello chirico, è troppo esilerante come maltratta i poveri "onesti".

massi ha detto...

in poche parole non cè una spiegazione sola,per un tifoso granata,la spigazione sarà sicuramente quella di chinarsi allo strapotere del torino....

zebrabianconera10 ha detto...

x marco: dovrei procuramelo anch'io, non l'ho ancora letto ;-)
x massi: penso però, che a livello generale, quella delle casacche anni '50 sia l'origine effettiva del nomignolo.
Grazie a tutti!
Ciao!!!

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