sabato 31 maggio 2008
venerdì 30 maggio 2008
Se mi lasci non vale...
Mancini: «Porto l'Inter in Tribunale»
MILANO, 30 maggio - «L'Inter ha abusato di vicende false ed illecite che hanno gravemente offeso il mio onore e la mia reputazione». Così Roberto Mancini, tecnico nerazzurro esonerato ieri, ha annunciato in una dichiarazione all'Ansa di avere dato mandato al suo legale di tutelare la sua immagine «in tutti le sedi competenti».
«GRAZIE A MORATTI, ALLA SQUADRA E AI TIFOSI» - Questo il testo del comunicato di Roberto Mancini all'Ansa: «Con riferimento al comunicato stampa dell'Internazionale FC pubblicato questa mattina dai maggiori quotidiani nazionali e stranieri e diffuso dalle principali emittenti televisive italiane e europee, nel prendere atto che la decisione è scaturita da vicende che hanno gravemente offeso il mio onore e la mia reputazione, la cui illecita diffusione è stata censurata con plurime querele davanti alle competenti Procure, ho dato incarico al mio legale di fiducia di tutelare la mia immagine in tutte le sedi competenti, stigmatizzando il comportamento della società datrice di lavoro nella parte in cui ha inteso abusare di vicende false e illecite. Come allenatore ringrazio il Presidente Massimo Moratti, Gabriele Oriali e tutto lo staff che mi ha sostenuto, la squadra e soprattutto tutti i tifosi nerazzurri che mi hanno accompagnato per quattro anni di grandi successi e indimenticabili emozioni e per la stima e gratitudine che continuano a manifestarmi. Roberto Mancini».
IL LEGALE: «CHIEDEREMO I DANNI» - Roberto Mancini chiederà i danni all'Inter: lo spiega l'avvocato dell'ex tecnico nerazzurro, Stefano Gagliardi. «Adesso aspettiamo di vedere cosa fa l'Inter - dice il legale all'Ansa riferendosi al contratto - Noi ci atteniamo al contratto nazionale allenatori che ha delle norme chiarissime che prevedono delle decadenze a carico della società che voglia far valere dei presunti inadempimenti, che sono di dieci giorni dall'evento e qua qualsiasi evento nominato nel comunicato è scaduto da mesi e non da dieci giorni. E poi ci saranno azioni a tutela dell'immagine di Mancini che questo comunicato, che purtroppo è andato in giro anche all'estero ha danneggiato».

Benvenuto!

«Sono arrivato in Italia da sconosciuto e dopo otto anni mi ritrovo futuro protagonista di una squadra che ha la vittoria nel dna. Per me è un sogno, una vittoria personale».Sono queste le prime parole di Amauri in bianconero. L’attaccante, dopo la firma dell’accordo quadriennale è stato presentato ufficialmente durante una conferenza stampa nel centro sportivo di Vinovo. «La firma è arrivata oggi – ha spiegato Amauri – ma sarebbe potuta arrivare anche settimana scorsa o due settimane fa. L’accordo era già stato raggiunto».
« Non abbiamo mai temuto che la trattativa non andasse a buon fine – ha precisato l’a.d. Jean Claude Blanc – Abbiamo portato avanti l’operazione nel rispetto di tutti, visto che c’erano tante persone coinvolte, la situazione era complessa e c’è voluto il tempo necessario. La firma è slittata ad oggi anche se le visite mediche erano state effettuate martedì. Ma martedì non c’era Nocerino, impegnato con la Nazionale Olimpica a Tolone. Era invece importante che tutte le parti firmassero nello stesso momento».
Il nome di Amauri è stato associato a quello della Juventus per diversi mesi e, nonostante l’interessamento di altre squadre, la prima scelta del brasiliano è sempre stata il bianconero:«Anche il Milan si era interessato a me, è vero, ma come ho sempre detto ai miei procuratori la mia prima scelta era la Juve. Dell’interessamento della Juventus se ne parlava già da gennaio e volevo capire cosa c’era di concreto. Ebbene, quando ho incontrato i dirigenti ho subito capito che quello che leggevo sui giornali era vero. Anche la possibilità di giocare in Champions League è stata importante per la mia scelta».
La Juventus ha trovato un attaccante duttile, capace di ricoprire più posizioni su tutto il fronte offensivo: « Con il Chievo ho fatto la seconda punta. L’anno a Palermo ho fatto la prima e mi è piaciuto. La mia fortuna è saper ricoprire entrambi i ruoli».
Amauri, Del Piero, Iaquinta, Trezeguet; la Juventus può contare ora su un attacco eccezionale:«Sono lusingato di giocare con Alex, Davide Vincenzo…tre campioni formidabili. Sono qui anche per crescere e giocarmi le mie carte. Il campionato di quest’anno già dimostra la forza di questa squadra: ha il capocannoniere, il vicecapocannoniere. Il prossimo anno si punterà sicuramente a vincere qualcosa e l’organico per riuscirci c’è. La Juve ha sempre vinto, è sempre stata la regina d’Italia e d’Europa e vuole tornare a esserlo. E in questo ritorno vorrei esserci anch’io».
In chiusura di conferenza stampa l’a.d. Blanc, interrogato dai giornalisti, ha fatto il punto sul mercato bianconero: « La nostra priorità era trovare un accordo con un giocatore della classe di Amauri. Questo era il nostro primo obiettivo. Ovviamente puntiamo a completare la squadra e il nostro secondo obiettivo riguarda il centrocampo. Abbiamo alcune discussioni in corso e vedremo se potremo concludere un’operazione della stessa qualità di quella appena portata a termine. Riguardo alla difesa, al centro arriverà Melberg, mentre per la fascia sinistra continueremo seguendo la linea verde annunciata due anni fa, puntando su Molinaro e De Ceglie, che rientrerà alla Juventus, così come Giovinco e Marchisio. Cedere Trezeguet? Assolutamente no. Il nostro obiettivo è rinforzare la squadra in vista della possibilità di combattere su tre fronti e per farlo avremo a disposizione un attacco fortissimo con Amauri, Trezeguet, Del Piero e Iaquinta»
giovedì 29 maggio 2008
Comunicato ufficiale F.C. Internazionale

mercoledì 28 maggio 2008
29 giugno - Vienna
Mi mancherai...
MILANO, 27 maggio - Roberto Mancini non è più l'allenatore dell'Inter. E' stato esonerato in un incontro lampo a Milano con Moratti. La sua panchina verrà affidata a Josè Mourinho, che dovrebbe firmare un contratto triennale con ingaggio di 9 milioni a stagione. Giallo sull'arrivo del portoghese a Milano: secondo indiscrezioni, non confermate dal manager, Mourinho sarebbe già arrivato e si sarebbe nascosto in un albergo del centro. Nell'Inter del futuro, probabili gli arrivi di Deco e Lampard.
L'INCONTRO - È durato circa venti minuti l'incontro tra presidente e tecnico, che ha lasciato la residenza di rappresentanza del presidente dell'Inter, in via Serbelloni, a bordo di un'auto diversa da quella con cui era arrivato, senza fare alcuna dichiarazione.
QUATTRO ANNI ALL'INTER - Mancini è stato allenatore dell'Inter per 4 stagioni. Sulla panchina nerazzurra ha vinto 7 trofei: tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane.
MORATTI, NO COMMENT - Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha lasciato la sua residenza di via Serbelloni senza dire una parola. Si è allontanato in auto, facendo un semplice cenno della mano come risposta negativa a qualsiasi domanda.
L'EX PROCURATORE - «Non se l'aspettava». La delusione di Roberto Mancini dopo l'esonero all'Inter è affidata alle parole di Giorgio De Giorgis, suo amico e suo ex agente. «Roberto non pensava potesse finire così - dice De Giorgis a Sportitalia - io razionalmente dall'esterno capivo che qualcosa non quadrava. È andata così, Roberto è molto dispiaciuto anche perché il lavoro non era ancora finito, si poteva provare a vincere altri campionati, magari anche la Coppa dei Campioni. Ora arriverà Mourinho, dovrà solo ripetere quanto fatto negli ultimi anni». Mancini non parla da più di due settimane...«Sì, ma ora sta valutando di fare una dichiarazione, per evitare chiacchiere, e dovrebbe essere una dichiarazione di stima nei confronti del presidnete e di chi ha lavorato con lui. Certo è stupito, ci è rimasto male. L'ho sentito ed era abbastanza giù, ma domani sarà pure peggio». Per molti Moratti non ha digerito l'addio annunciato dopo l'eliminazione in Champions, la svolta può essere arrivata lì? «Non saprei dire. Diciamo però che analizzando il campionato dall'Inter dalla prima di gennaio, hanno cominciato già lì a subire pressioni esterne molto violente. Erano sempre aspettati al varco. Dopo la sconfitta col Liverpool c'è stato un sfogo, forse Roberto poteva evitarlo ma il presidente lo conosce bene, lui quando chiede scusa sa di aver sbagliato. Certo poteva parlare solo ai ragazzi, ma per evitare gli spifferi che nello spogliatoio dell'Inter diventano delle bufere l'ha detto a tutti. Penso sbagliando».
Purtroppo l'Inter adesso avrà anche un grande allenatore. Ci sono rimasto male: non me l'aspettavo. Anche se da mesi andavo ripetendo che Mancini se ne sarebbe andato via (ben prima della partita col Liverpool)... Non me l'aspettavo...
Purtroppo ora non me la potrò più prendere con lui...
Beh... Se lo stipendio proposto a Mourinho fosse quello che si dice in giro (9 milioni a stagione!!!)... Ora che ci penso... Non vedo l'ora di vederlo sulla panchina dell'Inter...
Un'ultima domanda: ma con un buco di bilancio da 209 milioni di euro, come si fa a permettere ad una società come quella nerazzurra di pagare stipendi simili ai giocatori e agli allenatori? Ma quand'è che iniziamo a colmarla quella voragine? Quali sono i parametri per le iscrizioni al campionato di serie A? Perchè società di serie C1 e C2 vengono fatte fallire per motivi simili e l'Inter non viene mai toccata?
Palazzi ci sei? Sei connesso?
lunedì 26 maggio 2008
domenica 25 maggio 2008
In vacanza in Cina...
D'accordo:, sono amichevoli, non ci sono moltissimi "big" (Trezeguet e Legrottaglie a parte)... Però almeno una vittoria...
sabato 24 maggio 2008
venerdì 23 maggio 2008
Moratti: "Lo scudetto del 2006? Un grande orgoglio"

giovedì 22 maggio 2008
22 maggio 1996
Bruxelles, 29 maggio 1985: un incubo.
Roma: 22 maggio 1996: una gioia infinita.
Due date, una Coppa. Sempre lei.
Quella Coppa era un'ossessione. Per noi juventini rappresentava quel traguardo che troppe volte avevamo visto da vicino, ma mai raggiunto. Una Coppa affascinante, un desiderio unico: quello di poterla mettere nella tua bacheca.
Ero a casa di mia nonna, solo con lei. La nonna che ormai non c'è più, e alla quale ero (e sono) legato da un amore infinito. Era juventina. E capiva di calcio il giusto per arrabbiarsi per un fuorigioco non segnalato. A lei ho dedicato questo blog.
Calci di rigore. Il cuore che la faceva tanto soffrire - e che poi ha finito col cedere - le impediva di vederli accanto a me. Andò in cucina, non reggeva l'emozione. Un rigore parato. poi un altro sbaglio dei giocatori dell'Ajax. Un urlo finale: abbiamo vinto. Entra in camera, mi vede pazzo di gioia saltare sul letto e lanciare il guanciale a destra e a manca. Mai provato un'emozione così. Mi urlava di stare calmo, ci provavo. Ma poi vedevo Di Livio agitarsi come un bambino, e riprendevo a saltare. Mi sono calmato solo per telefonare agli amici per preparare il carosello.
Sono passati 12 anni, lei non c'è più. Quando la Juve vince guardo il cielo e la vedo sorridere.
La vinceremo di nuovo, quella Coppa.
mercoledì 21 maggio 2008
Alex Ferguson: "La Juve di Lippi e Del Piero squadra perfetta"

Le ultime di calciomercato
Con Sissoko formerebbe (di nuovo) una gran bella coppia. Siamo ancora nell'ambito delle fantasie, ma Blanc in Inghilterra c'è stato per davvero...
martedì 20 maggio 2008
Cobolli: «Juve orgogliosa dei 4 azzurri»

lunedì 19 maggio 2008
Inter campione d'Italia

L’Inter ha appena vinto lo scudetto del campionato 2007-08, mi preme - da subito – fare i complimenti per il risultato appena conseguito alla società nerazzurra.
In contrordine rispetto allo sterminato popolo di juventini mi inchino di fronte al risultato che – sul campo – ha dimostrato chi era – quest’anno – la squadra più forte. Il campo non mente mai. Come i tifosi interisti incassano le mie congratulazioni, allo stesso tempo non devono mettere in dubbio quanto accaduto durante le stagioni del 5 maggio e/o quella del 1998. E di tutte le altre annate dove l’Inter non ha ottenuto risultati.
Beh… E’ normale… Il discorso è chiaro: tifosi di tutte le squadre… Mettiamoci d’accordo… Perché non si può tifare per la Juve e mettere in dubbio quanto ottenuto dall’Inter in questa stagione, così come – viceversa – non ci si può attaccare a qualche intercettazione telefonica e ad un processo sportivo comico per giustificare anni di evidenti errori tecnici sul mercato (nonostante lo sperpero di cifre folli sul mercato) e gestionali che poi si sono riversati sul campo. Con i risultati che già conosciamo.
In questo finale di campionato – come ho già ampiamente dimostrato inserendo nel mio blog un gufo vestito con la maglia bianconera – ho finito per tifare Roma. Non tanto per simpatia (era una bella guerra, in verità…) quanto perché personalmente la ritenevo più meritevole di vincere questo scudetto. A mio modesto parere questo campionato è stato pesantemente condizionato da errori arbitrali che hanno finito con avvantaggiare una squadra che – indubbiamente – non aveva necessità di questi aiuti.
Non ho notato grosse differenze tra il campionato prima citato del 1998 (quello culminato con il famoso scontro Iuliano-Ronaldo) e quello attuale appena conquistato dalla società nerazzurra. Due – comunque - sono le principali disuguaglianze: l’atteggiamento della stampa (in questo campionato l’Inter è stata criticata aspramente dai mass-media, forse più di quanto accadde a noi) e la mancanza di una interpellanza parlamentare. Nel 1998 si parlò del rigore negato all’Inter al Delle Alpi addirittura in Parlamento (segno di un paese che – di lì a qualche anno – avrebbe iniziato il suo lento e inesorabile declino… Ci saranno state cose più importanti di cui discutere?). Anche in questo, l’Inter, ci è andata comunque vicino: penultima giornata di questo campionato, 10 minuti al termine della partita col Siena… L’arbitro “si inventa un calcio di rigore per l’Inter” (frase scritta da un giornalista della “Gazzetta dello sport” nel giudizio sull’operato dell’arbitro). I tifosi nerazzurri devono gioire del fatto che Materazzi abbia sbagliato quel penalty: in caso contrario… Apriti cielo…
Il calcio purtroppo, ha richiamato a sé interessi troppo elevati: quando girano troppi soldi, in qualsiasi ambiente, inevitabilmente qualcosa di poco chiaro inizia a verificarsi.
Adoro il calcio, “vivo di calcio”, ho creato un blog dedicandolo alla squadra che amo per sfogare tutta questa mia passione. Vedo solo quello che accade sul campo, le manfrine che succedono fuori le noto, ma cerco di far finta di niente. Altrimenti è finita. Mi auguro che – col tempo – si creino sistemi per controlli più trasparenti su tutti gli aspetti poco chiari di questo sport: il doping, gli arbitraggi, le manovre “politiche” di un Palazzo immaginario, ma comunque influente non poco ai fini dei risultati finali. L’etica sportiva di cui si sono dotate la Juventus e la Fiorentina (per quanto possa notarle un tifoso come me) mi auguro siano da esempio anche per altre società, nelle quali vedo ancora tutte le persone e gli atteggiamenti da “prima Repubblica”.
Il calcio lo vivo con passione e – come ho già detto tempo fa – con ironia. Mi piace prendermela con l’Inter perché è il mio bersaglio preferito, mi aiuta a scaricarmi da una giornata storta, mi fa sorridere anche nei momenti più difficili. Quando eravamo in serie B tutti la criticavano per aver preso uno scudetto a tavolino, poi ne hanno vinto uno senza avversari. Ora che finalmente hanno vinto sul campo tutti la criticano parlando di campionato falsato. Sono unici.
Anni fa – quando la Lazio e la Roma vinsero due campionati dopo un testa a testa (in entrambi i casi con noi) – predissi con gli amici che si sarebbe trattato di una gioia non duratura, rifacendomi a quanto scritto in un articolo bellissimo pubblicato in prima pagina su Tuttosport, nel senso che quelle società stavano vivendo al di sopra delle loro possibilità. In Italia – più che in altri paesi - la politica cerca di interferire sempre, in maniera pesante, con il mondo del pallone: è un malcostume tipicamente nostrano. Solo 3 società – storicamente – sono rimaste ai massimi livelli dall’inizio, anche dopo periodi bui (naturali): Juventus, Milan e Inter. Facendoci caso, nell’albo d’oro non esistono filotti di scudetti di altre squadre a testimoniare il contrario. L’unica eccezione è rappresentata dal Grande Torino. Per rimanere ai vertici non bastano i soldi, bisogna essere costanti nel tempo e garantire una “presenza” a livello di proprietà che serva da garante anche nei momenti negativi. La Lazio e la Roma spendevano cifre impressionanti sia per gli acquisti che per gli ingaggi, mentre Milan e Juve si muovevano – negli stessi anni - in maniera più oculata. Un motivo ci doveva essere. L’Inter – da molti anni a questa parte – sta spendendo cifre esorbitanti. Mi spiace dirlo, anche perché mi priverei di un divertimento personale, ma questo la porterà alla rovina. Anche in questo caso, così come è accaduto con Roma e Lazio, tra qualche tempo la società nerazzurra passerà dei momenti molto difficili. La sua fortuna sarà che – chiamandosi Inter e avendo comunque una storia importante alle spalle – ci sarà sempre un nuovo Moratti a salvarla. Perché dico questo? Perché – da sportivo - guardo la realtà e vedo una società gestita da un petroliere ultramilionario che ha un passivo che oscilla, ogni anno, tra i 200 e i 300 milioni di euro. In pratica: 400 e 600 miliardi delle vecchie lire. Iniziamo a porci delle domande: se uno ha i soldi che gli fuoriescono dalle orecchie, perché lascia un debito enorme come questo sulle spalle della propria società? Ma siamo proprio sicuri che abbia la possibilità di ripianarlo? Qualche anno fa Moratti ha compiuto un’operazione economica che definirla porcata è farle un complimento: vendere il proprio marchio. Perché? Perché non si hanno i soldi per pagare i debiti. Se ne ho per 200 milioni li ripiano vendendo – a me stesso – il mio marchio per la stessa cifra, dilazionando i pagamenti in 20 anni. Quindi? Quindi ripiano il debito, ho un costo di 10 milioni di euro a stagione, e posso spendere quanto mi pare sul mercato ed in ingaggi. Per modo di dire… Perché se non riesco a gestire le spese future mi ritroverò, poi, di lì a poco, nella stessa situazione. Uno che non ha problemi di soldi queste idee non le prende neanche in considerazione. Ma pochi ragionano in questa maniera su questi argomenti. Si lasciano trascinare dal tifo cieco e non vedono le cose più elementari. Quando ai telegiornali si parla di un Moratti tranquillo che ripiana i debiti, poi si pensa che da 300 milioni di euro si passi direttamente a 5, 10, 30 milioni. No, si passa a 200.
Anche il Milan non se la passa benissimo: Berlusconi stacca puntualmente alla fine di ogni stagione assegni milionari per coprire i deficit di bilancio. Attorno alle sue manovre di mercato, poi, ci sono movimenti strani dei quali nessuno parla, soprattutto con le società spagnole (Barcellona e Real Madrid). Mi spiego meglio: perché un’estate il Milan corteggia fino allo sfinimento Rivaldo, non riesce a comprarlo, e poi lo prende gratis l’anno successivo? Perché non riesce ad acquistare Ronaldo e poi quasi glielo regalano dopo poco tempo? Perché ha un consulente di mercato per la Spagna? Perché cerca con tutta questa insistenza Ronaldinho anche se ora non sta giocando? Lo vorrebbe mica alle stesse condizioni? Perché si muove in questo modo? E soprattutto in Spagna? Perché nessuno ne parla?
Tornando alla mia preferita… Come mai l’Inter riesce sempre ad iscriversi al campionato pur non avendo MAI i parametri per farlo? Perché SPENDE, e gli viene permesso di fare tutto quello che vuole. Perché se Moratti dovesse veramente mettere soldi nel bilancio e non sul calciomercato gli altri presidenti non avrebbero euro da investire. Moratti e le società straniere negli ultimi anni hanno finanziato le operazioni di mercato di quasi tutte le squadre italiane (Juve e Milan comprese). E’ un cane che si morde la coda.
Poi la ruota girerà, a “comandare il calcio” e ad imporre le regole potrebbero essere altre persone e/o altre società, che finirebbero con l’imporre criteri più severi e/o trasparenti. E cosa succederà? Chiedete a Cragnotti, Cecchi Gori, Tanzi, Mantovani (figlio), Gaucci e via dicendo… Capisco il tifoso interista che gioisce per questa vittoria, al di là di tutto sono tifoso anch’io, ma finirà. Non è un augurio (finirei col perdermi il divertimento più grande) ma una constatazione. Vedremo.
Nel frattempo – ribadisco – faccio i complimenti all’Inter per questo suo 15° scudetto.
Noi siamo a 29. Vinti sul campo.

(vignette by Bonarober)
domenica 18 maggio 2008
sabato 17 maggio 2008
Come te nessuno mai...
Nell'attesa di conoscere i risultati di domani...
GRAZIE ALEX!!!
(qualcuno, poi, mi spieghi perchè è stato tolto così presto dal campo....)
venerdì 16 maggio 2008
Mellberg
Il temperamento sembra non mancargli, così come il cuore. La prima impressione è buona, la speranza è che si tratti di un giocatore valido. La Juventus - se vorrà essere competitiva in Italia e in Europa - a margine dei rientri dei giovani fortissimi di cui dispone e di qualche parametro zero (come lo stesso svedese) un investimento importante lo dovrà fare anche in questo settore del campo. Il mio prediletto (pensiero da semplice appassionato) è Zapata, il giocatore dell'Udinese. Fermo restando la mia idea sul giovane Criscito: per me è un fenomeno, anche se ancora troppo acerbo. Assieme ai vari Giovinco, Marchisio e De Ceglie mi riprenderei anche lui. Nel caso, però, l'inserimento spero sia più graduale di quanto accaduto quest'anno. Il rischio è quello di bruciare un giovane talento.
giovedì 15 maggio 2008
Non ci dormo la notte...
Un giorno è del Milan, l'altro della Juventus... Un giorno è brasiliano, l'altro italiano... L'eterno indeciso... Non si riesce a capire dove andrà a giocare Amauri la prossima stagione, al momento attuale sembra essere molto vicino alla Juventus. Tecnicamente non si discute: è fortissimo ed è uno di quei pochi giocatori in grado di fare reparto da solo. Dipendesse da me, però, lascierei Zamparini ed il procuratore del giocatore a bocca asciutta e chiuderei per Huntelaar. Giovane, forte, con Trezeguet ancora in auge potrebbe crescere con calma, avendo la possibilità di esprimersi in più competizioni senza l'assillo di dover dimostrare tutto e subito al primo anno in Italia. Per l'attuale attaccante della Juve l'inizio era stato simile a quanto detto: c'era Inzaghi davanti a lui. E - partendo dalla panchina - segnò comunque tantissimi goals. Diventando - col tempo - Trezegol...
mercoledì 14 maggio 2008
Da Trento un'ombra sull'Inter

14 maggio 2008
(http://www.sportmediaset.it/calcio/articoli/11022/inter+inchiesta+trento)
martedì 13 maggio 2008
Ufficiale: Juve, rinnovo per Nedved

Faccio fatica ad immaginare una Juventus senza Nedved. So che accadrà, anche tra non molto. Ma non riesco ancora a rassegnarmi all'idea di non vedere più svolazzare quella chioma bionda in mezzo al campo. Ho un debole per lui: è il simbolo dell'anima guerriera della squadra.
Scherzo sempre con gli amici: "Se avrò un figlio, un giorno, lo chiamerò Pavel...". Poi ci ridiamo tutti su... Tra il mio cognome e il suo nome... Sai che codice fiscale viene fuori...
Però... Se l'anno prossimo realizzasse il suo sogno... Che poi è anche la mia "ossessione"...
... in fondo Pavel non è un brutto nome...
Successo della petizione pro Alex....oltre 1000 firme!!!
Ringrazio tutti i tifosi che hanno firmato la petizione on-line per la convocazione di Del Piero agli Europei. Ad ora sono state raggiunte le 1.060 firme. Potete trovare il testo del comunicato indirizzato alla FIGC nel seguente link (blog "Pianeta Juventus"): Successo della petizione pro alex....oltre 1000 firme!!!
Ringrazio gli amici del forum "Juventus Fans" per avermi permesso di collaborare con loro a questa iniziativa assieme agli altri blog citati nella petizione.
Ora, caro Alex, facci vincere l'Europeo.....
lunedì 12 maggio 2008
Il Comune intitola una via a Scirea

La moglie ed il figlio hanno perso troppo presto un marito ed un padre con valori umani al di fuori del normale.
La Juventus ha perso troppo presto una persona che – terminata la carriera di calciatore – avrebbe potuto lasciare un’impronta ancora più marcata alla storia della società.
Con la sua classe, la sua correttezza, il suo essere “normale” nella sua “eccezionalità” avrebbe potuto far capire ai più giovani che per essere campioni dentro il campo lo devi essere prima di tutto nella vita di tutti i giorni, fuori dal rettangolo di gioco. Con la serietà, la dedizione al lavoro, il rispetto per gli altri, la correttezza.
Scirea non è stato soltanto uno dei più grandi difensori di ogni tempo: è stato uno dei più grandi uomini che il calcio abbia potuto proporre come esempio per i più piccoli. Che, come me, lo guardavano con occhi adoranti.
Di lui Boniperti disse: “Quando me lo segnalarono, mi dissero che avrei potuto comprare un grande talento. Ora che la sua carriera ineguagliabile è finita, mi sono accorto che l’uomo ha superato il calciatore”.
Ora sei lassù, “libero” di volare.
E la Juve tornerà grande, presto.
Con il suo stile.
Che poi era il tuo.
Ciao Gai.
E ora?
domenica 11 maggio 2008
sabato 10 maggio 2008
venerdì 9 maggio 2008
Birindelli annuncia il suo addio alla Juve

Alessandro Birindelli ha annunciato che questo è il suo ultimo mese in bianconero, lo ha fatto tramite i microfoni di Juventus Channel. Il difensore arrivò a Torino nell’estate del 1997 proveniente da Empoli e nemmeno lui, come ha sottolineato oggi, pensava di rimanere ben undici anni alla corte della signora. Dopo tante vittorie e soddisfazioni, ma anche dopo molti momenti brutti per lui è arrivato il momento dei saluti.
Sono tanti i ricordi che attraversano la mente del terzino pisano, ce ne sono di belli e di brutti. Nonostante i tanti successi in bianconero il suo ricordo migliore non è legato ad una vittoria in particolare ma al momento della sua firma con la Juve, quando era solo un giovane difensore di belle speranze:
“Sono arrivato a Torino che avevo 22 anni, ero sposato da dieci giorni, per me iniziava un nuovo corso. Qui sono cresciuto, ho imparato valori come professionalità e attaccamento alla maglia. Qui sono diventato un uomo, sono maturato. Dopo così tanto tempo non ci sono soltanto legami calcistici, ma si creano rapporti e amicizie anche fuori dal campo”. Ma nell’arco di un’intera carriera ci sono anche i momenti brutti come ad esempio il grave infortunio subito in un amichevole contro il Benfica, la caviglia saltò e con essa tutta la stagione 2005/2006. Ma ci sono anche le delusioni sportive, prima fra tutte la finale persa a Manchester contro il Milan, traguardo raggiunto anche grazie a lui che in semifinale a Barcellona indovinò il cross perfetto per Zalayeta allo scadere dei tempi supplementari.Ovviamente un segno importante lo ha lasciato anche la retrocessione in Serie B:
“A livello personale invece l’amarezza che più fa male è stata la retrocessione in B perché ho visto svanire tutti i sacrifici di una stagione. Noi sappiamo quello che abbiamo lottato per vincere quei due scudetti, e lo sanno anche dall’altra parte”.
Nella memoria dei tifosi resteranno invece alcuni grandi giocate come il succitato cross per Zalayeta, ma soprattutto il gol da oltre trenta metri messo a segno a La Coruna, notevoli anche alcune sue prestazioni in marcatura, una su tutte quella su Figo in Champions League contro il Real Madrid. Il suo rendimento è calato molto negli ultimi anni nonostante tutto il suo apporto è stato comunque prezioso nel campionato cadetto conclusosi con il ritorno in massima serie.
Per il futuro non ci sono ancora progetti, Birindelli vorrebbe ancora giocare, magari realizzando quello che è il suo sogno: cioè tornare nella sua Empoli.
Possiedo un gagliardetto originale della Juventus: l'ho avuto proprio tramite Birindelli. Per un breve periodo lui e mio padre si trovarono nello stesso studio fisioterapico a fare riabilitazione. Per puro caso. Di lui papà mi disse che si trattava di un bravo ragazzo, alla mano. E serio. La stessa serietà con la quale ha indossato la maglia della Juventus per undici anni.
Ciao Biri.
giovedì 8 maggio 2008
"Mi dimetto da presidente del Milan"

08/05/2008
Maradona: Del Piero agli Europei

Recalcati: "Amauri è della Juve"
mercoledì 7 maggio 2008
Volete Amauri? Dateci Giovinco...

Volete Amauri? Dateci Giovinco. E Nocerino. L'impasse nell'operazione per portare in bianconero il bomber brasiliano, nasce proprio qui. Tra Palermo e Juve c'è in ballo uno scambio di pezzi pregiati mica da ridere. E se al quartier generale torinese dovessero bocciare le pretese siciliane, potrebbe andare tutto all'aria."Amauri? Il pallino del futuro se lo gioca lui. Come società cerchiamo di accontentarlo, abbiamo incontrato la Juventus e l'accordo non c'è ancora, anche se non sarà difficile trovarlo". Lo ha dichiarato il direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi: "La Juve è avanti, abbiamo incontrato solo loro. Se Amauri dovesse andare a Torino, tra le varie combinazioni credo che Nocerino potrebbe venire da noi. Giovinco è chiaro che rientrerebbe tra le nostre prime scelte nell'operazione-Amauri. Sta alla Juve cedere il 50% del cartellino per farlo giocare titolare in un'altra squadra".
LO STOP DI AMAURI - "Non è detto che vada via alla fine di questa stagione": parola di Amauri. L'attaccante del Palermo, almeno nelle dichiarazioni, prende tutti un po' in contropiede. A un passo dal passaggio alla Juve, il bomber rosanero frena: "Per il momento penso solo a dare il massimo per queste due ultime partite. A fine stagione parlerò con Zamparini e lui mi illustrerà i programmi per il futuro". Che gli dirà di fare le valigie. Per Torino.
(SportMediaset)
NO!!!
A queste condizioni vi potete tranquillamente tenere Amauri.
martedì 6 maggio 2008
La partita più importante

COL ROSARIO - Il percorso difficile e drammatico che Gialunca Pessotto ha confidato a Donatella Scarnati e Marco Franzelli, raccolto in questo libro, è racchiuso nei suoi affetti più importanti. Nelle prime pagine, il risveglio nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Le Molinette, a Torino, incapace di realizzare cosa era successo, perché mai fosse lì, ridotto in quelle condizioni. Un vuoto, uno iato, il buio totale, ma la sua famiglia stretta attorno, le cure premurose dei medici, l’amore sincero dei giocatori che affranti lo vanno a trovare: le lacrime di Paolo Montero, che si precipita dall’Uruguay per stare vicino all’amico così simile per sensibilità, così lontano per temperamento. La commozione discreta di Alessandro Del Piero, mano nella mano con la sua Sonia, che con una garza gli asciuga delicatamente la fronte. Le telefonate, i messaggi, le dediche di tutti. Gli azzurri che gli portano in stanza la coppa del Mondo, provocandogli ahimè una gravissima crisi emozionale, con febbre altissima. Gianluca Pessotto non sa cosa gli è successo quella mattina, perché è salito fino all’ultimo piano: “Avevo con me un rosario, ho preso dalle tasche il telefonino cellulare, le chiavi della macchina e il computer palmare e ho sistemato il tutto con molta cura sul davanzale, davanti all’abbaino. Non mi ero mai sentito così. Vuoto”. La ricostruzione del drammatico gesto quando il racconto è quasi al termine, il dodicesimo capitolo di un libro che dipana una storia straordinariamente normale: quella di una ragazzo per bene, intelligente, posato, una famiglia solida, tranquilla di Lignano Sabbiadoro, il talento per il calcio, la scelta del Milan, il trasferimento a Milano accompagnato da papà Remigio e dallo zio. Un distacco pesante, piange per mesi, in solitudine: “Ripercorrevo le tappe che mi avevano condotto fino a quel punto: il campetto sotto casa a Legnano, le lacrime di malinconia a Milano, le crisi adolescenziali, la solitudine del collegio, e poi, il giro di boa e la scalata verso la cima, fino al traguardo finale”.
LA JUVENTUS – Tutto vissuto silenziosamente, senza riuscire a esternare emozioni e difficoltà, confidando invano nella percezione degli altri. “I miei stati d’animo rimanevano nascosti gelosamente dentro di me. Non riuscivo a mandare segnali di sofferenza o, se li mandavo, erano, come dire, criptati. Difficili da decifrare”. E la riflessione: “La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il low profile: non eccedere nell’entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male”. Fragilità celate nella normalità. Troppo spesso interpretate come solidità. Lippi o Capello che lo lasciano in panchina: “Tanto tu capisci”. Il dramma del doping o di Calciopoli vissuti troppo intensamente, ancora e sempre in solitudine. Fortunatamente dal vuoto è riemersa la luce. E’ esplosa la voglia di parlare, di recuperare una dimensione più solare. Una catarsi benefica. La rinascita. Preziosi per riportare a galla la fiducia, la vita, l’amore. Messi a fuoco nella recente vacanza in Madagascar, in un bagno notturno: “L’entusiasmo di Federica e Benedetta si accendeva intorno a me. Le mie gambe godevano di una leggerezza ritrovata, la mia pelle era inebriata da quel contatto lieve come un velluto e dolce come una carezza. In quell’acqua potevo finalmente sentire il mio corpo privo delle catene che lo avevano tenuto imprigionato, un corpo nuovo finalmente in armonia con un cuore nuovo. Fu come una rivelazione, una felice epifania".
domenica 4 maggio 2008
Siena - Juventus 1-0

Complimenti al Siena per la salvezza raggiunta. Le mie più sincere felicitazioni alla società toscana, ai giocatori e ai suoi tifosi. Lo hanno meritato per quanto dimostrato in tutto l'arco del campionato.
Ora però inizio un giochino: quello di pensar male...
La Juventus e il Siena hanno instaurato - da anni - un rapporto solido di collaborazione: "io ti lascio i miei giocatori giovani da svezzare oppure quelli da rilanciare e tu me li valorizzi". Juventus con l'orecchio alla radiolina per avere notizie da Genova, dove si giocava Sampdoria-Roma. E dove poteva materializzarsi la possibilità concreta di riaprire i giochi per il 2° posto. "Intanto facciamo segnare il Siena, poi vedremo cosa accadrà". La Roma passa, ripassa e ripassa ancora: 3-0. La Juventus tira 1 volta sola in tutta la partita nella porta della squadra senese. Dopo aver preso a pallonate le avversarie nelle ultime giornate, oggi, tutto ad un tratto, si bloccano le "bocche da fuoco" bianconere. Anzi, peggio ancora: in 90 minuti non tirano praticamente mai.
L'Inter ha già vinto lo scudetto: mancano 3 punti. Con questa regola assurda che privilegia - a parità di classifica - gli scontri diretti, si crea sicuramente più tensione agonistica allorchè si giocano queste partite, salvo poi facilitare i calcoli a fine anno per "accomodare" (?) diverse partite. Forse ho usato il termine sbagliato: "facilitare il verificarsi di alcuni eventi". Questa è l'espressione che più si avvicina a quella che - attualmente - è l'idea che ho su quanto è accaduto in questa terz'ultima giornata di campionato. L'Inter, dicevo, poteva anche permettersi di perdere un derby con il Milan: la Fiorentina doveva andare a giocare a Cagliari contro una delle squadre in assoluto più difficili da incontrare da diverso tempo a questa parte. Oltretutto dopo aver perso, pochi giorni fa, la possibilità di accedere ad una finale di copppa U.E.F.A. (che avrebbe quasi certamente vinto). Con il morale - quindi - a terra. C'era la possibilità concreta di dare una mano agli odiati "cugini". Sai com'è: oggi ho bisogno io, magari un domani tu... Tanto domenica prossima si giocherà Inter-Siena: lo stadio sarà pieno in ogni ordine di posto e la squadra nerazzurra potrà aggiudicarsi matematicamente lo scudetto davanti ai suoi tifosi contro un Siena ormai matematicamente salvo. Da oggi. Dopo aver giocato con la Juve... E qui le strade si incrociano...
Il mio è solo il pensiero di un tifoso deluso: ogni anno - se il mio "giochino" nascondesse un briciolo di verità - è la stessa storia...
Ps: ieri, con un amico, abbiamo giocato a indovinare i risultati delle partite odierne. Secondo voi come è andata a finire?...
SIENA-JUVENTUS 1-0
MARCATORE: Kharja al 7' p.t.
SIENA (4-4-1-1): Manninger; Ficagna, Portanova, Loria, Rossi; Kharja (27' s.t. Frick), Vergassola, Codrea, Galloppa; Locatelli (8' s.t. De Ceglie); Maccarone (46' s.t. Rossettini). (Eleftheropoulos, Alberto, Jarolim, Riganò). All. Beretta.
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Zebina (1' s.t. Salihamidzic), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Sissoko (21' s.t. Marchionni), Zanetti, Nedved (38' s.t. Palladino); Trezeguet, Del Piero. (Belardi, Grygera, Nocerino, Tiago). All. Ranieri.
ARBITRO: Orsato.
NOTE: spettatori 15.000 circa. Ammoniti Portanova, Galloppa, Molinaro. Recupero 0' p.t., 4' s.t.