venerdì 14 dicembre 2007

Scandalo doping: la Mlb ora cerca la via d'uscita

Scandalo al sole: il baseball sconvolto dal rapporto Mitchell sugli steroidi. Nella lista nera finiscono addirittura in 89: giocatori del recente e glorioso passato, come i bomber Canseco e McGwire, ma soprattutto stelle del vecchio gioco ancora in attività, quali gli assi del mound Clemens e Pettitte e l’interno Tejada, appena acquistato da Houston via Baltimora. E ancora, oltre a - "ovviamente" - il leader dei fuoricampo Barry Bonds, nella bufera del doping già da tempo, big del batti e corri come il catcher Paul Lo Duca, lo slugger Gary Sheffield, il closer Eric Gagne. Sembravano diamanti, ma erano zirconi.
CICLONE - Un vero e proprio ciclone il l report dell’ex senatore George Mitchell - considerato uno degli uomini più seri e incorruttibili della politica americana – capace di travolgere lo sport nazionale Usa: il mondo del baseball oggi si è risvegliato sotto choc, tra una ridda di smentite e silenzi imbarazzati. Lo scandalo ha proporzioni gigantesche: è come se, nello stesso istante, per fare un paragone con il mondo del calcio, venissero accusati di avere fatto uso di sostanze anabolizzanti Del Piero, Totti e Ibrahimovic. L’America del baseball si ritrova a dovere riconsiderare immediatamente il suo passato e il suo futuro: in 311 pagine di relazione, Mitchell punta il dito contro chi – e purtroppo sono tanti – in questi anni ha giocato sporco. Campioni che adesso si ritrovano a giocare la sua partita più importante fuori dal campo. Questa volta l’America ha deciso di fare sul serio: nessuno chiuderà più un occhio davanti al doping e a quei record ritoccati grazie a muscoli "fasulli".
CLEMENS NEGA - Ma, come detto, lo scandalo rischia di travolgere vere e proprie leggende del baseball: "nonno" Clemens, ad esempio, avrebbe dovuto lanciare l’anno prossimo alle Olimpiadi di Pechino. Difficile però adesso che la nazionale americana lo scelga come suo rappresentante: anche se "The Rocket", che ha negato veementemente ogni addebito, è pronto a dare battaglia. Nessun commento, invece, dal mancino Pettitte, che con Clemens ha militato sia negli Yankees (con cui ha appena rifirmato) che negli Astros. E Tejada? Va ad allungare la lista dei giocatori dopati o presunti tali di Houston, anche se lui è finito nel mirino per i suoi trascorsi negli A's. Ma nella lista nera ci sono anche re del box come Giambi e Palmeiro, gli ex bomber Caminiti e Gonzalez ma pure lanciatori dai trascorsi folgoranti, come Kevin Brown.
PALLA INFUOCATA - Ora la palla, davvero bollente, passa al commisioner Bud Selig, il potentissimo capo del baseball Usa: ben consapevole che qui o si fa la storia o si muore. Mitchell non si è limitato a fornire una serie di nomi, date, riscontri: ma anche messo nero su bianco uan serie di consigli e raccomandazioni su come il baseball può uscire da questo scandalo. Una sorta di percorso in 19 mosse perché il vecchio gioco recuperi integrità e credibilità. Selig ha già detto che ne terrà conto, ma non ha ancora formalmente deciso se intende o meno punire i giocatori accusati di doping. Ma di certo qualche provvedimento andrà preso: "Il rapporto di Mitchell – ha detto Selig – è un invito ad agire: e io agirò". Addosso ha gli occhi di un intero Paese. E non solo.
Vediamo adesso in America come si comportano in questa situazione. Ci fosse veramente una presa di posizione dura contro il doping potrebbe essere da esempio per gli altri sport che si trovano in una situazione analoga. Che non sono pochi... Praticamente quasi tutti. Sono sincero: ci spero tantissimo, ma ci credo poco.

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