lunedì 21 gennaio 2008

Riposa in pace, Campione

Milano, 20 gennaio - E’ morto Duilio Loi. Il 19 aprile avrebbe compiuto 79 anni. Era nato a Trieste nel 1929, da lungo tempo combatteva contro il Morbo di Alzheimer, curato nell’istituto specializzato “Padre Pio” a Tarzo (Treviso). Ne ha dato la notizia la figlia Bonaria, che gli e` stata accanto fino agli ultimi istanti. Loi ha combattuto l’ultima battaglia con grandissima dignita`, arrendendosi dopo anni di lotta contro un male che non perdona, crudele e subdolo, che alterna luci e ombre, speranze e segni dolorosi che lasciano tracce sempre piu` profonde nel malato. Stanotte, alle 4,30 il grande guerriero del ring si e` arreso per sempre. Duilio e` stato dagli anni ’50 fino al 1962 il mito assoluto della boxe italiana, campione d’Italia, d’Europa e del mondo, aveva raggiunto una popolarita` paragonabile ai grandi protagonisti attuali del calcio.La sua lunga carriera era iniziata nel 1948 e conclusa nel gennaio 1963 quando annuncio` il ritiro dal ring, con la cintura di campione del mondo superleggeri ed europeo dei welter ai fianchi. Aveva disputato 126 incontri, con 115 vittorie, 8 pareggi e tre sconfitte, tutte riscattate con altrettanti successi nelle rivincite. Il 1 settembre 1960 riempie lo stadio di S. Siro, oltre 60.000 spettatori (record assoluto mai superato) per seguire la sua vittoria sul portoricano Carlos Ortiz e impossessarsi della corona mondiale welter jr. Un successo atteso da milioni di appassionati, una conquista che lo proietto` alla cima della popolarita` in Italia. Era un professore di pugilato, la sua tecnica, i suoi riflessi davano l’impronta del fuoriclasse assoluto. Il presenza di Duilio Loi in locandina significava l’esaurito in sala. Ha incontrato e battuto il meglio dell’Europa e i rivali piu` forti nel mondo. Dai fratelli Sauver e Felix Chiocca, Maurice Auzel, Idrissa Dione fino a Seraphin Ferrer, gli spagnoli Fred Galiana, Jose` Hernandez, i nostri Visintin, Marconi, Garbelli, Vecchiatto, Manca e Formenti. Oltre che con Ortiz, ribattuto nella bella nel maggio del 1961, l’altra grande sfida con Eddie Perkins, un vero campione che lo impegno` ben tre volte. Con Eddie disputo` l’ultimo match in carriera il 15 dicembre del ’62, battendolo con una prova di grandissimo orgoglio, tirando fuori quella classe che sembrava essere un po’ sbiadita tre mesi prima, quando l’americano era riuscito a scalzarlo dal trono. Duilio nella prestazione d’addio non permise che alcuna ombra potesse oscurare una carriera troppo luminosa per venire macchiata. Disputo` una battaglia dove il cuore supero` la fredda tecnica, vinse con grande fatica, ma chiaramente e tra gli applausi di un pubblico che aveva capito tutto. Era entrato nella Hall of Fame, il piu` alto riconoscimento nel mondo della boxe. Da ex campione, dimostro` di essere ancora piu` grande, sopportando con dignita` ogni avversita` e non furono poche, quelle che si presentarono lungo il suo percorso del dopo boxe. Gli ultimi anni sono stati altrettanto difficili. Attaccato dalla malattia, ha confermato di essere un guerriero indomito, come assicurano i medici e le assistenti che lo hanno curato con molta dedizione, resistendo oltre ogni piu` logica previsione, attaccato al filo della vita che andava assottigliandosi giorno dopo giorno. Adesso e` finita anche l’ultima ripresa, ma non il ricordo di un campione del ring, capace di offrire sensazioni fortissime al pubblico. La sua memoria non verra` ricoperta di polvere, troppo grandi le sue imprese per poterle cancellare. I funerali si svolgeranno a Milano, in data da stabilire.
(Fonte: Datasport - di Orlando Giuliano)

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