martedì 18 dicembre 2007

Berlusconi: "Calciopoli? Una grande montatura"

C'è un tempo per festeggiare e uno per puntualizzare. Silvio Berlusconi li unisce, temporalmente e idealmente, trasformando il giorno del ritorno dei samurai nell'occasione per tornare sulla nebbia dell'estate 2006. "Calciopoli? E' stata una grande montatura - ha detto il presidente del Milan -. Non c'è Calciopoli che tenga. Ci sono stati club che hanno avuto influenza e l'hanno fatta valere, abbiamo perso un po' di scudetti, ma ormai è acqua passata". Vibrano nel gelo della Malpensa queste dichiarazioni. La campana di vetro sotto la quale il gruppo di Ancelotti è rimasto per dieci giorni in Giappone è stata fracassata. "Non è stato un caso così generalizzato come si è stati portati a credere - ha aggiunto -. Da allora, con il tempo, è venuta fuori la realtà e cioè che c'era qualcuno che aveva e ha provato a spenderla a favore del proprio club. Ma mai, mai c'è stato ricorso alla corruzione, che non c'è mai stata". Ecco perché la società ha difeso strenuamente la posizione in campionato che le ha permesso di restare aggrappata alla Champions League (nonostante la lettera dell'Uefa che ammoniva il club e prometteva un'attenzione 'particolare' destinata al Milan): "Eravamo convinti - prosegue Berlusconi - che fosse un'enorme ingiustizia anche perché eravamo convinti della nostra correttezza. Noi abbiamo preparato le memorie difensive nelle lunghissime riunioni alle quali partecipavamo tutti insieme con i nostri legali, riuscendo a sviluppare e a far comprendere le nostre motivazioni". A Yokohama, ha detto il presidente rossonero, lui era con lo spirito. Ricaricato, a quanto pare, per togliere l'ultimo lembo olezzoso dal mantello rossonero.
Qualcuno dovrebbe avere il buonsenso di chiedergli di farsi da parte. Ma tanto non servirebbe a nulla...

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