venerdì 28 dicembre 2007

Tardelli: "Juve,ora devi scegliere"


Marco Tardelli, dopo l'addio alla Vecchia Signora e le polemiche a proposito del ruolo di 'monumento muto' che andava stretto all'ex bianconero, torna a parlare della Juventus e si toglie qualche sassolino. "Ho creduto non ci fossero le condizioni perché restassi - spiega a 'Tuttosport' - e, dopo quanto successo, forse avevo ragione. Che Secco sentisse Moggi era noto, Blanc ne ha parlato con colpevole ritardo".
Uscì da Corso Gaileo Ferraris sbattendo la porta; vi rimette piede, almeno virtualmente, con gli stessi effetti di un elefante in cristalleria. L'accusa è circostanziata, ma soprattutto deriva dal semplice ricordo di parole pronunciate dall'interessato, alle quali secondo Marco Tardelli non fu dato il peso che meritavano. Alessio Secco non si era nascosto, aveva messo al bando la prudenza e aveva confessato con estrema serenità le sue frequentazioni telefoniche con Luciano Moggi. Eppure, quella volta non attirò nessuno strale di sorta, al contrario di quanto accaduto nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione delle intercettazioni di quelle chiamate. "Non è stata una cosa positiva - afferma l'ex uomo immagine juventino sulle colonne di 'Tuttosport' -. La Juve ha cercato di cambiare pelle, si è data un codice etico, ha puntato sulla moralità e la trasparenza; poi si scoprono certe cose. E' vero che Secco e Bettega possono parlare con chi vogliono, entrambi poi devono molto a Moggi, ma non va bene. Blanc, poi, poteva parlare prima. Bisogna capire cosa si vuole fare: se si finge che non è successo nulla e si continua così oppure, quando l'evidenza è troppa, si interviene bacchettando la persona. Se si sta zitti forse vuol dire che c'è convenienza? La mia è una domanda".
Un affondo che lascerà il segno, specie per quel richiamo a una situazione effettivamente conosciuta, affrontata con netto ritardo da chi di dovere. Ma Tardelli non può bocciare d'un colpo quanto fatto da questa dirigenza, di cui lui ha fatto parte per un anno. "La squadra sta disputando un campionato ottimo - ammette -, anche superiore alle aspettative di qualcuno. Io ero convinto che potesse fare bene, anche se a livello di organico resta un gradino sotto Milan, Roma e Fiorentina. E' giusto restare in scia all'Inter, se loro dovessero perdere lo scudetto...". Una 'carezza' dopo la mannaia fatta calare su una situazione che va risolta, in un modo o nell'altro.


Giovanni, uno dei miei migliori amici, spesso mi dice: "La riconoscenza è la malattia dei cani". E io spesso gli rispondo: "Allora meglio essere un buon cane piuttosto che un uomo di .... ". (Penso lo si possa intuire).

Caro signor Tardelli, ci lasci in pace. Inutile riconoscerle quanto è stato grande come giocatore, cosa ha rappresentato (e in parte rappresenta ancora) per noi. Ora però basta... Lasci lavorare in pace questa società che - con tutti i difetti che avrà - si sta ricostruendo poco alla volta con serietà. E anche con risultati - almeno sino ad ora - impensabili la scorsa estate. Ha attaccato più e più volte la Juventus da quando è stato "trombato" . Perchè lei non è stato licenziato, ma ha fatto proprio quella fine. Ed è questo che l'ha spinta a rilasciare in continuazione dichiarazioni su Bettega prima, e su Secco poi.

Si ricordi che la Juve sarebbe stata grandissima anche senza di lei.
Lei - al contrario - non avrebbe vinto tutto quello che ha vinto.

Si chiama riconoscenza.

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